
Pochi lo sanno, ma il risparmio energetico è una questione importantissima per chi gestisce un data center, grande o piccolo. «Le macchine sono in funzione 24 ore su 24 -spiega il vicepresidente e amministratore delegato Manuel Pascolat-, l’alimentazione energetica dev’essere garantita per il 100% del tempo e in più le apparecchiature disperdono grandi quantità di calore, perciò i locali in cui si trovano devono essere costantemente raffrescati per garantire l’attività». Considerando che oggi al mondo esistono 7,5 milioni di data center, che queste strutture rappresentano ormai l’1% dei consumi energetici dell’umanità e che questi numeri sono in continua crescita, sono evidenti i problemi di costi e di impatto ambientale che derivano dall’utilizzo sempre più massiccio delle tecnologie digitali, il cui cuore operativo è rappresentato appunto dai data center.
L’estate, in particolare, è il periodo in cui i data center si trasformano in mostri energivori, ma le soluzioni per risparmiare e minimizzare l’impatto ambientale esistono. Continua sempre Pascolat: «Oltre a predisporre il sistema di free cooling, InAsset ha recentemente ricablato le sue strutture con una disposizione dei cavi ottimizzata per la dispersione di calore. Inoltre abbiamo un progetto per alimentare il data center con un impianto fotovoltaico e per riutilizzare negli uffici il calore prodotto dai macchinari». Tutti investimenti che permetteranno all’azienda di risparmiare e soprattutto evitare di produrre 105 tonnellate all’anno di CO2 e che qualificheranno la struttura di Pasian di Prato come “Green Data Center”.
InAsset Srl è fra i maggiori operatori nel settore telecomunicazioni del Friuli Venezia Giulia. La sua infrastruttura principale è il data center di 1.800 mq a Pasian di Prato (UD), che fornisce servizi di hosting, housing, backup, disaster recovery e co-location su misura per le aziende. Con i marchi NordExt e Wipex, InAsset fornisce connettività a banda larga in fibra ottica e wireless in diverse zone della regione.
