
Soddisfa tutti i tipi di palati, evoca ricordi, sentimenti, vi fa conoscere i sapori locali tipici, è una valida alternativa ad un pranzo o ad una cena tradizionali.
Il gelato, si sa, fa bene al benessere del nostro organismo ed è in grado di integrare molti nutrienti, tra cui la vitamina B e il calcio.
Tra i gusti più bizzarri : il dessert al sapore di foie gras (fegato grasso) di San Francisco, cicale private di ali e ricoperte di cioccolato, gelato al gorgonzola, ai ricci di mare, al salmone, alla pizza, al bacon e alle olive , al nero di seppia , alla tequila, alla birra…si potrebbe continuare all’infinito perché la fantasia dei maestri gelatai cresce di giorno in giorno per accontentare anche i palati più difficili!
Non è adatto in caso di dieta ipocalorica ma, scegliendo gusti fruttati, non dobbiamo certo preoccuparci troppo delle calorie, a patto di non esagerare con le porzioni!
Ha un basso indice glicemico per cui evita picchi d’insulina e ci fa sentire sazi più a lungo.
Ma le calorie? Per 100 grammi di gelato alla frutta, ve ne sono 150, mentre un gelato alla crema contiene ben 300 kcal.
La frutta ha un effetto antiossidante, mentre la crema vi dà un buon apporto di proteine del latte e delle uova, sali minerali, grassi digeribili e fosforo.
E’ un ottimo alleato degli sportivi in quanto, contenendo acqua in abbondanza, reintegra le perdite dovute al sudore durante l’attività fisica.
Saccarosio e lattosio sono importantissimi per il metabolismo dei globuli rossi ed il tessuto nervoso e per ridurre l’invecchiamento cellulare, dite si a nocciola e pistacchio, ricchi di omega 3 e omega 6.
I faraoni egiziani offrivano agli ospiti calici d’argento divisi in due parti: una contenente succo di frutta e l’altra piena di neve.
Tra i Romani, la neve era portata dal Terminillo o, via mare, dall’Etna e dal Vesuvio e la leggenda narra che Nerone fece spesso indigestione di neve.
Con la caduta dell’Impero romano e l’avvento del Medioevo, dei gelati non ci fu più neanche l’ombra in Occidente, mentre gli Arabi, dall’Oriente, riportarono in Sicilia, terra così ricca di frutta e colori, la bellezza di queste tradizioni . Il sorbetto siciliano deriva dall’arabo “sherbet” ( dolce neve).
Da lì in poi , i gelatai siculi diffusero le ricette apprese dai Musulmani in molte città italiane, in particolar modo a Venezia, Firenze e Milano.
Era il 1533 ed incantò tutti con la ricetta “ghiaccio all’acqua inzuccherata e profumata” e con le sue prelibate mini sculture .
Si deve invece all’architetto Buontalenti il tocco magico in più, perfezionando il gelato con l’aggiunta dell’uovo e dando alla luce strepitosi gelati allo zabaione e frutta.
Pare che sia stato lui l’inventore di una macchina speciale con pale ruotanti per amalgamare il composto e un cilindro centrale in cui veniva messo il ghiaccio, intorno al quale veniva lavorato il gelato. Quanto al commercio, l’imput si deve invece a Francesco Procopio dei Coltelli , originario di Acitrezza, che dopo una serie di spiacevoli incidenti di percorso, riuscì ad aprire nel 1686 il parigino “Cafè Procope”, punto di ritrovo di Voltaire, Napoleone e Victor Hugo, in cui si potevano gustare granite, gelati ai fiori di anice, di cannella e frangipane. Ottenne da Luigi XIV l’esclusiva su quei dolci ,che ancora oggi sono assaporati e noti in tutto il mondo, dettando le prime strategie economiche del gelato.
Salute: il benessere psico-fisico passa dal gelato…e ce n’è per tutti i gusti!
