
Purtroppo quella della notte non era stata l’ultima scossa: alle ore 11.42, soltanto 9 ore dopo, una scossa di magnitudo 6,1 Richter scuoteva la stessa area, dando il colpo di grazia alle tante abitazioni ed edifici storici già fortemente lesionati e indeboliti dalla prima. La scossa venne udita in tutta l’Italia centrale, molto distintamente, da Roma a Firenze, dal Tirreno all’Adriatico.
Alle due vittime della notte si aggiunsero altre nove, sepolte dalle macerie. Uno degli eventi più diffusi dalle televisioni fu il video del crollo di una parte della volta della basilica di San Francesco ad Assisi, filmato da un video operatore che pochi minuti prima si trovava nella zona poi investita dalle macerie. Morirono 4 persone, due tecnici e due frati, che erano andati a verificare i danni del terremoto della notte precedente sugli affreschi del Giotto e di Cimabue.
Ma i danni nell’area Umbra e Marchigiana furono enormi, crollarono moltissime abitazioni, i danni al patrimonio artistico e storico furono incalcolabili e ci sono voluti molti anni per la ricostruzione. Inoltre per tutto l’autunno e fino alla primavera 1998 le scosse continuarono, anche superiori alla magnitudo 5.0, snervando la popolazione già fortemente provata e continuando a far crollare abitazioni ed edifici storici, come il torrino medievale del palazzo comunale di Foligno. Questo sciame sismico di elevata potenza interessò tutta la dorsale dell’Appennino Umbro Marchigiano, per decine di km. Per molti anni le popolazioni locali hanno vissuto nei container, dopo le prime settimane passate in tendopoli. Oggi i bellissimi centri di quell’area dell’Umbria e delle Marche sono stati ricostruiti. Anche la volta della basilica di Assisi è stata restaurata (il restauro avvenne a tempi record, già nel 1999) e le migliaia di frammenti in cui si erano sbriciolati gli affreschi sono state ricomposte come un enorme puzzle. Tuttavia resta una ferita incancellabile, per chi rimase vittima, per chi da allora continua a conservare l’incubo del sisma, che così come in altre aree d’Italia ha portato dolore e anni di forti difficoltà. Dovere di oggi è ricordare, ed anche pensare al domani, a come fare in modo che i nuovi terremoti che inevitabilmente colpiranno il nostro territorio, altamente sismico da nord a sud (come si può vedere consultando la mappa del rischio sismico in Italia), producano meno danni possibile.
Intanto, proprio questo fine settimana, si terrà in tutta Italia l’iniziativa “Terremoto-Io non Rischio“, che coinvolgerà oltre 200 piazze italiane.
