“9 OTTOBRE 1963 – Che Iddio ce la mandi buona – LA FRANA DEL VAJONT – Memoria storica di una catastrofe prevedibile” questo e’ il titolo del dossier di Alvaro Valdinucci e Riccardo Massimiliano Menotti, mai pubblicato in 50 anni.
“Pubblicare questo dattiloscritto, che solo ora è giunto al Consiglio Nazionale dei Geologi grazie alla pervicacia del dott. Riccardo Menotti, ricercatore del CNR che con Alvaro Valdinucci ha collaborato alla stesura del testo – ha proseguito Graziano – dopo che per tanti anni esso è stato deliberatamente rimandato al mittente da chi avrebbe invece potuto e dovuto diffonderlo, è stato prima di tutto un obbligo morale nei confronti della ricerca della verità, non solo di quella del Vajont, ma delle tante verità che in questo Paese non sono ancora emerse, legate a fatti tragici, ma sottaciute o rese segrete per presunti motivi di interesse generale e di sicurezza. Le verità possono far male, ma alleviano il dolore di chi ha pagato il prezzo altissimo di aver perso i propri cari, le proprie cose e, come nel caso del Vajont, la propria identità e le proprie sicurezze.Sono tanti i figli di Longarone, di Erto e di Casso che hanno vista modificata la loro vita da quella terribile onda, che hanno deciso di andare via o di rimanere a vivere in un altra Longarone, perché questa non è quella Longarone, che hanno dovuto affrontare un’infanzia e poi una vita adulta molto diversa. Ma lo hanno fatto sulle loro spalle, pagandone interamente il prezzo, perché nessuno di questo li potrà mai risarcire. A loro il Consiglio Nazionale dei Geologi dedica la pubblicazione di questo inedito dossier, a loro va tutto l’affetto della comunità geologica italiana, che gli è debitrice”.
L’intero Consiglio Nazionale dei Geologi , presenterà alla stampa il libro – dossier sul Vajont con una conferenza stampa che si svolgerà, il 5 Ottobre, proprio sui luoghi della tragedia , pochi giorni prima del cinquantesimo anniversario di quella terribile notte .
“Sono passati 50 anni e non deve restare nascosto più nulla – ha concluso Graziano – neanche quelle zone grigie che non configurano più responsabilità giudiziarie, a tanti anni ormai dai processi e dalle sentenze che seguirono, ma entro le quali si individuano errori di valutazione e conseguenti decisioni sbagliate di funzionari dello Stato e di noti uomini di scienza”.
