L’Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche (NASA) degli Stati Uniti, sta reclutando volontari per un esperimento di microgravità sul corpo umano in ottica dei voli spaziali futuri, probabilmente in previsione del primo viaggio umano verso Marte. L’esperimento consiste nel rimanere sdraiati su un letto per 70 giorni consecutivi, dormendo almeno 8 ore al giorno e potendo utilizzare pc portatile, videogame, tv, cellulare e libri. In cambio, l’agenzia spaziale propone un compenso economico di circa 11000 dollari, pari a 3500 euro mensili. Tutto molto semplice? Non proprio. Nonostante l’entusiasmo per la mano fornita ai progressi scientifici, i letti saranno inclinati a testa in giù di circa 6 gradi, causando reazioni cardiovascolari simili a quelli che si verificano durante una missione spaziale di lunga durata. Secondo gli esperti, il periodo di riposo forzato causerà problemi di atrofia muscolare e densità ossea, lasciando da parte l’idea di un semplice riposo. La preoccupazione maggiore è quella della perdita del calcio osseo, che in queste condizioni avviene per dieci volte il tasso che comunemente interessa una persona anziana che soffre di osteoporosi. Di tutte le sfide potenziali che i membri dell’equipaggio spaziale affrontano – si legge sul sito della Nasa – la microgravità è quella che si riesce a riprodurre con più difficoltà in un ambiente sperimentale. 