Ambiente: campagna Wwf per animali “misteriosi” del Mekong

Specie tanto rare da essere ritenute presenze “mitologiche” a rischio estinzione: dal ‘cervo porcino’ al ‘saola’, misteriosi ungulati (animali provvisti di zoccoli) come buoi, cervi e affini, che un tempo riempivano le foreste, le savane e le paludi della regione del Mekong, stanno scomparendo per sempre. L’allarme e’ lanciata dal Wwf, che nel rapporto ‘Rumble in the Jungle’ chiede ai governi regionali di potenziare la sicurezza e ristabilire l’ habitat di questi animali. Cervi delle dimensioni di un cane, bovini selvatici, specie con meravigliose livree, rischiano di fare la fine del kouprey e del cervo di Schomburgk, estinti nel ventesimo secolo. “La varieta’ straordinaria di habitat nella regione del Mekong ha portato alla piu’ grande diversita’ di animali ungulati sulla Terra. Quattro nuove specie sono state scoperte negli ultimi 20 anni: una cosa senza precedenti”, ha detto Isabella Pratesi direttore conservazione internazionale WWF Italia. Poco si sa di molti mammiferi ungulati della regione; i Saola, la cui scoperta risale solo al 1992 vengono catturati dalle reti dei cacciatori per la cattura di altri animali. Il Muntjac, un cervo tanto piccolo che un’unica grande foglia di albero puo’ avvolgere il suo corpo, e’ stato registrato per la prima volta nel 1999 in Myanmar e gli avvistamenti sono cosi’ rari che gli scienziati non sono stati in grado di valutarne ne’ la distribuzione ne’ lo status di conservazione. Il Sambar e’ tra i giganti del mondo degli ungulati, diminuiti fortemente in tutta la regione del Mekong a causa della caccia. Il Banteng, con la sua livrea bianca e nera e’ considerato il piu’ bello e aggraziato di tutti i bovini selvatici: purtroppo la popolazione dalla fine degli anni 60 e’ diminuita dell’80% a causa della caccia. “I bovini selvatici e i grandi cervi in questa regione costituiscono un’importantissima preda per le tigri – ha aggiunto Pratesi – il cui numero e’ sceso da 1.200 a circa 350 dal 1998 ad oggi. Un’ ulteriori riduzioni delle prede sarebbero un grave colpo per la restante popolazione di tigri che hanno bisogno di questi animali per sopravvivere.” Inoltre gli ungulati della regione sono anche una fondamentale fonte di cibo per tre diverse specie di avvoltoio anche loro a rischio estinzione: l’avvoltoio calvo, l’avvoltoio dal becco sottile e il grifone del Bengala. “Quando scompaiono i grandi erbivori – conclude Pratesi – si smontano a catena una numerosa serie di ecosistemi ed equilibri, fondamentali per la sopravvivenza degli ambienti naturali”.