
I movimenti del mercurio attraverso l’ambiente sono influenzati dal clima. Il mercurio elementare trovato nella crosta terrestre può essere liberato nell’atmosfera dalle attività umane, e poi depositato sulla terra o negli oceani (dove può essere convertito in una neurotossina nociva chiamata metilmercurio) attraverso processi naturali. La produzione di metilmercurio, una grave minaccia per la salute umana, potrebbe essere ridotta se venisse rilasciato meno mercurio nell’ambiente. Lo studio di David P. Krabbenhoft e Elsie M. Sunderland della Harvard University di Cambridge, pubblicato su Science, mostra che le concentrazioni di mercurio dei nostri oceani e dell’atmosfera sono influenzate non solo dalle emissioni artificiali – come l’estrazione e il consumo di combustibili fossili – ma anche dai cambiamenti del clima e dell’ecosistema, tra cui tempeste più violente, un maggior numero di incendi e l’aumento delle temperature. Questi eventi legati al clima potrebbero aumentare la deposizione di mercurio nel terreno o farne arrivare ancora di più nei nostri sistemi acquatici attraverso il ruscellamento e l’erosione.