Gli Antichi Egizi veneravano Bastet, divinità con corpo di donna e testa di gatta e nel tempio costruito in suo onore i gatti, vagando liberamente, conducevano gli uomini al momento della morte nell’aldilà. Tante sono le leggende che da sempre aleggiano intorno a questo straordinario felino e molti sono stati i tentativi della letteratura di trovare una possibile correlazione tra altezza e lesioni del gatto provocate da accidentali cadute da piani alti. I gatti sono dotati di organi di senso supersensibili, di un apparato vestibolare nell’orecchio interno che agisce come equilibrio e bussola di orientamento, di una spina dorsale flessibile e non hanno le clavicole. Con l’arrivo della primavera, proseguendo poi fino al termine dell’estate, uno dei pazienti classici assistiti dai veterinari è proprio il gatto volante, il gatto che cade dal piano alto,tanto che in veterinaria si parla di High Rise Syndrome ( sindrome della caduta dall’alto). Al sopraggiungere dell’irrefrenabile caldo estivo, viene spontaneo aprire le finestre per ottenere un po’ di sollievo col ricircolo di aria, ma forse non tutti i padroni dei nostri micini domestici hanno idea del rischio al quale, inconsapevolmente, li espongono.

I recidivi micini, attivi soprattutto di sera o di notte, sono vittime d’incidenti soprattutto in queste ore e i macabri ritrovamenti dei loro corpicini senza vita o gravemente lesi avvengono proprio dopo cena o all’alba del nuovo giorno. Stranamente però, sono proprio le medie distanze ad arrecare i danni maggiori, non dando ai gatti tempo sufficiente per poter regolare la posizione corporea, cadendo correttamente.
Paradossalmente, poi, oltre il settimo piano diminuisce la mortalità anche a caro prezzo, con notevoli traumi alle ossa! Qual è il motivo di tutto ciò? Dopo anni e anni di ricerche sulla correlazione tra altezza e lesioni del gatto, due università americane hanno finalmente risolto l’enigma, filmando con una speciale telecamera il volo dall’alto di gatti-volontari che felinamente si sono prestati all’esperimento, atterrando su tappeti preposti in assoluta incolumità. Il gatto, sostengono i ricercatori, quando cade da un’altezza elevata, entra in una sorta di oscuramento dei sensi che gli permette di distendere completamente il corpo, facendolo atterrare, distribuendo l’impatto su ogni cm. Per i gatti che cadono dai piani intermedi( dal 4° al 7°), i traumi diventano più gravi e la mortalità più alta, in quanto essi non hanno il tempo di cedere a questo stato di oscuramento, irrigidendosi ed aumentando i danni del contatto col suolo. E’ questo il motivo per cui il gattino Wasabi, che a Juneau, in Alaska, ha fatto un volo di ben 11 piani di grattacielo, da 40 metri d’altezza, se l’è cavata “solo” con fratture ossee e una prognosi di 6 settimane, nonostante la preoccupazione della giovane proprietaria, Stephane, accorsa frettolosamente in suo soccorso, dopo essersi accorta che il gattino era precipitato giù nel tentativo di acciuffare una mosca. Per prevenire questi spiacevoli episodi, occorre dotare le finestre di zanzariere e i balconi di rete da pesca di nylon fino ad almeno 2 metri e mezzo d’altezza, possibilmente dotandoli di tetto in rete.
