
“L’unica risposta sensata ai segnali allarmanti che ci manda il Pianeta è l’azione immediata. Purtroppo chi è entrato in azione si trova ora in galera in Russia, mentre i responsabili del caos climatico sono protetti dai governi di tutto il mondo” afferma Andrea Boraschi, responsabile clima di Greenpeace, riferendosi ai 30 attivisti e membri dell’equipaggio della Arctic Sunrise, tra cui un italiano, per i quali è stata disposta ieri dal tribunale russo la custodia cautelare per 2 mesi, in seguito a un’azione pacifica di protesta contro una piattaforma petrolifera.
Il livello annuale dei ghiacci dell’Artico ha appena raggiunto la sua estensione minima per il 2013: 5,10 milioni di chilometri quadri. Nonostante l’estensione attuale sia più elevata di quella registrata nel 2012 con il minimo storico – il dato di quest’anno rimane tra i più bassi da quando sono iniziate le registrazioni via satellite nel 1979.
“L’Artico si sta sciogliendo davanti ai nostri occhi, e l’annuncio di quest’anno è in linea con quello che la scienza ci dice da decenni. Stiamo distruggendo il nostro condizionatore globale e le conseguenze sono evidenti: alluvioni, tempeste e siccità opprimenti. I principali responsabili di questo caos climatico sono i combustibili fossili. In questo momento, aziende come Shell e Gazprom si stanno muovendo verso l’Artico per estrarre le ultime gocce di petrolio rimaste ed è nostra responsabilità fermarli. Per salvare il clima e garantire un futuro ai nostri figli l’unica strada percorribile è quella delle energie rinnovabili” commenta Andrea Boraschi, responsabile clima di Greenpeace. “L’era dei combustibili fossili va definitivamente archiviata”.
Nella decade trascorsa (2002-2011) la Groenlandia ha perso la sua massa artica a ritmi sei volte superiori a quelli della decade precedente. Anche i ghiacci antartici si sono ridotti a un ritmo 5 volte superiore. Dal 1993 i livelli dei mari si sono innalzati mediamente a un ritmo doppio rispetto a quello del secolo passato; l’estensione dei ghiacci del Polo Nord si è ridotta in maniera significativamente più veloce rispetto a quanto previsto, e nel futuro quell’area potrebbe risultare completamente priva di ghiacci nel periodo estivo.
L’IPCC segnala che, per tenere l’innalzamento della temperatura al di sotto dei 2 gradi Celsius – soglia che secondo gli scienziati non bisognerebbe oltrepassare per evitare scenari disastrosi – le emissioni di CO2 devono smettere di crescere entro il 2020 e bisogna arrivare a zero emissioni entro il 2070.
“La buona notizia di questo documento è che abbiamo ancora una possibilità per scegliere il nostro futuro. Se i governi rispettano gli obiettivi che si sono dati e per i quali non si stanno impegnando come dovrebbero, se avviamo veramente la rivoluzione energetica nel segno dell’efficienza e delle rinnovabili, allora possiamo farcela” conclude Boraschi.