‘‘Credo che la piattaforma di cemento posta sotto la Costa Concordia a protezione dei fondali dell’isola del Giglio debba essere smaltita nel piu’ breve tempo possibile o almeno che si sviluppi un piano immediato di ripopolamento degli organismi marini in quel punto”. Lo ha detto stamani Gianvito Graziano, presidente del consiglio nazionale dei geologi, a margine del nono forum nazionale delle Geoscienze, commentando le operazioni di rotazione del relitto della Costa Concordia. ”Quell’intervento – ha aggiunto – e’ stato realizzato in una zona dove il fondale e’ piuttosto basso e dove gli organismi marini si sviluppano anche sfruttando la luce solare ed e’ chiaro che il cemento potrebbe danneggiare l’ambiente marino. E’ presto per dire se ci saranno danni, ma credo tuttavia che debba partire al piu’ presto una riflessione su come rimuovere la lastra di cemento o comunque, coinvolgendo anche i biologi marini, come intervenire per favorire il ripopolamento e dunque mitigare il piu’ possibile quei fondali che comunque sono piuttosto bassi”. Infine, Graziano ha sottolineato che l’incidente della Costa Concordia ”pur essendo molto grave dal punto di vista dell’impatto ambientale e dei rischi che ha procurato” non ha comunque avuto evidenti ricadute ”sotto il profilo geologico, perche’ lo scafo si e’ incastrato in uno sperone di roccia, che peraltro ha evitato che la nave si adagiasse sul fondo, e quindi quando questa sara’ rimossa non lascera’ alcuna traccia”.
