
La ISS orbiterà direttamente sopra migliaia di celle temporalesche attive per un anno, che è poi la durata dell’esperimento. A differenza di quelli precedenti, gli strumenti osserveranno i temporali a più lunghezze d’onda contemporaneamente, registrando i bagliori in luce visibile, rilevando i raggi gamma e gli elettroni ad essi associati e scrutando nei dettagli i getti di antimateria. “Ci sono diversi tipi di fulmini“, spiega il dott. Doug Rowland, ricercatore al Goddard Space Flight Center della NASA. “Attualmente non sappiamo nemmeno quale tipo sia capace di produrre un lampo di raggi gamma“. Questo esperimento, pertanto, potrebbe risolvere un mistero vecchio di decenni già nei primi giorni di funzionamento. Ciò che sorprende maggiormente il ricercatore è vedere questa grande forma di energia, generalmente associata a eventi ben più violenti che accadono nel cosmo (collisione o esplosioni delle stelle), nell’atmosfera superiore della Terra. L’esperimento è stato consegnato alla ISS lo scorso 3 Agosto 2013 dalla nave cargo robotica giapponese Kounotori-4. Tutti i sensori sono stati controllati al termine del mese scorso e le operazioni cominceranno nei prossimi giorni.