La cometa ISON è sempre più vicina a Marte, dal quale sarà sei volte più vicina rispetto al passaggio atteso il 26 dicembre dalla Terra. Il 1 Ottobre, l’astro chiomato proveniente dalla lontana nube di Oort (la culla delle comete) e al suo primo viaggio nel sistema solare interno, valicherà la cosiddetta “linea di gelo”, una linea immaginaria oltre la quale il Sole dovrebbe cominciare a sciogliere gli elementi volatili di cui è composto. Astronomi e appassionati del cielo di tutto il mondo, tuttavia, sono già in attesa di vedere che cosa accadrà nell’incontro ravvicinato del Sole del 28 Novembre, rischioso per l’integrità della cometa. Sarà allora che il calore scioglierà in maniera accentuata il ghiaccio che avvolge il nucleo roccioso, formando una coda sempre più spettacolare. Attualmente ISON è invisibile ad occhio nudo, ma può essere rintracciata con un medio telescopio commerciale prima dell’alba. Secondo Karl Battams, astrofisico presso la US Naval Research Laboratory, la possibilità che il corpo sopravviva al perielio è del 50%. Il passaggio lungo l’orbita di Marte permetterà di valutare le dimensioni del suo nucleo, e quindi stabilire con maggior precisione le possibilità di sopravvivenza al passaggio radente con il Sole. Se C/2012 S1 uscirà indenne da tale passaggio, diverrà quasi sicuramente visibile ad occhio nudo nei mesi di Dicembre e Gennaio.
Attualmente ISON, in relazione alla stessa distanza dalla nostra stella, è leggermente più luminosa della cometa Lovejoy, che nel 2011 ha messo su uno spettacolo degno di nota nel cielo australe. Questo fattore, unito all’orbita molto simile della grande cometa del 1680, lascia buone speranze agli osservatori di tutto il mondo. Un parere positivo l’ha mostrato anche Matthew Knight del Lowell Observatory della NASA, il quale spiega che ISON potrebbe essere grande due volte la cometa Lovejoy, e che le possibilità di passare indenne al perielio sono potenzialmente elevate. A metà Settembre la cometa brillava come una stella di magnitudine 14, un valore più basso rispetto alle previsioni formulate tempo prima dagli analisti. Tuttavia, se anche non dovesse risultare l’evento del secolo, potrebbe rappresentare un grande evento celeste nel periodo di Natale. I rover posti sulla superficie di Marte proveranno nei prossimi giorni ad analizzare la composizione della ISON e l’atmosfera che circonda il nucleo, in parte roccioso e in parte ghiacciato. La campagna osservativa del veicolo è partita lo scorso 21 Settembre, ma dal 29 è previsto il puntamento di un altro rover: il Mars Reconnaissance Orbiter. Alla minima distanza dal pianeta rosso, un’occhiata sarà fornita anche dal rover Curiosity, che nonostante sia stato progettato per ben altri scopi, proverà a fornire le immagini più dettagliate del momento.
Ma cosa accadrà il 28 Novembre? Si tratta della classica domanda da 1 milione di dollari. Non essendo a conoscenza delle sue reali dimensioni, della forma geometrica e della rotazione assiale, è molto complicato poter prevedere le sorti dell’astro. Come dire che non ci resta altro da fare che attendere quel giorno. La sua velocità di crociera sarà valutabile in 370 Km/s, ed è ancora incerto il tempo entro il quale ISON rimarrà entro il limite di Roche. La violenza mareale del Sole metterà a dura prova questa vagabonda dello spazio, le cui previsioni, in un modo o nell’altro, sembrano essere state troppo ottimistiche. Se tutto dovesse andar bene, C/2012 S1 ISON brillerà di magnitudine -6, ampiamente visibile ad occhio nudo, ma risultando meno brillante delle aspettative. A sorvegliare l’incontro della cometa con il Sole sarà il telescopio spaziale Soho, di Esa e Nasa.
