L’ Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha reso noto che parti del satellite GOCE potrebbero impattare sulla terra a metà ottobre, in un luogo geografico di cui non è ancora possibile sapere l’ubicazione. Secondo gli esperti dell’Agenzia, il 25% della struttura del satellite (il cui peso totale è di 1.100 kg) potrebbe resistere all’entrata in atmosfera, momento nel quale avverrà la disgregazione di buona parte della navicella spaziale. Alcune parti, anche di peso consistente, potrebbero dunque cadere sulla superficie terrestre. Nelle prossime settimane comunque, rassicurano dall’ESA, potrà essere stimata con maggior precisione l’area di caduta del relitto. Inoltre, visto che la superficie terrestre è per il 75% coperta da oceani, la probabilità che i resti cadano sulla terraferma in zone abitate è piuttosto bassa.
Il satellite GOCE si trova in orbita da 4 anni e sta effettuando una mappatura molto dettagliata della gravità terrestre. Quattro anni di acquisizione di dati molto accurati hanno permesso di mettere a punto un modello molto avanzato del geoide Terra. Il pianeta su cui viviamo infatti non è una sfera, ma ha una forma solida ben più complessa chiamata appunto geoide. Si tratta di un solido irregolare che tiene conto delle disuguaglianze nella gravità dovute alla presenza di catene montuose e oceani.