
Purtroppo quella della notte non era l’ultima scossa: alle ore 11.42, soltanto 9 ore dopo, una scossa di magnitudo 6,1 Richter scuoteva la stessa area, dando il colpo di grazia alle tante abitazioni ed edifici storici già fortemente lesionati e indeboliti dalla prima.
Alle due vittime della notte si aggiunsero altre otto, fra cui un gruppo di tecnici, giornalisti e frati che erano entrati nella basilica di San Francesco ad Assisi, per verificare i danni provocati dalla scossa notturna. Le immagini del crollo che li uccise fecero il giro del mondo: fu infatti la volta della basilica, famosa per i bellissimi affreschi di Giotto e Cimabue, a collassare danneggiando irrimediabilmente quell’opera d’arte.
I danni nell’area Umbra e Marchigiana furono enormi, e ci sono voluti molti anni per la ricostruzione. Inoltre per tutto l’autunno e fino alla primavera 1998 le scosse continuarono, anche superiori alla magnitudo 5.0, snervando la popolazione già fortemente provata e continuando a far crollare abitazioni ed edifici storici, come il torrino medievale del palazzo municipale di Foligno. Per molti anni le popolazioni locali hanno vissuto nei container, dopo le prime settimane passate in tendopoli. Oggi i bellissimi centri di quell’area dell’Umbria e delle Marche sono stati ricostruiti ed attirano nuovamente un tipo di turismo amante dei bellissimi paesaggi montani e della bellezza dei borghi medievali.