Poco dopo il tramonto del Sole, al crepuscolo, i corpi celesti più luminosi cominciano a farsi strada tra gli ultimi bagliori della nostra stella. Il cielo occidentale mostra le tonalità di colore più belle e contrastate, affascinando quotidianamente milioni di osservatori. Nelle serate dell’8 e del 9 Settembre, lo spettacolo sarà reso ancora più allettante dalla presenza di una sottile falce di Luna crescente, la stella Spica e il pianeta Venere. Sarà la volta della congiunzione tra il nostro satellite naturale e il pianeta più luminoso del firmamento, che potranno essere osservati in compagnia del pianeta Saturno (più in alto), nella costellazione della Bilancia.
In astronomia una congiunzione è la configurazione planetaria che si determina quando due astri hanno la stessa longitudine o la stessa ascensione retta viste dal centro della Terra. Nel caso di un pianeta interno (con una distanza dal Sole minore di quella della Terra: Mercurio o Venere) o della Luna, la congiunzione può presentarsi in due configurazioni diverse. Se il pianeta si trova nella stessa direzione della Terra rispetto al Sole, si dice che esso è in congiunzione inferiore; questa posizione corrisponde alla minima distanza dalla Terra. Quando, invece, si trova in direzione opposta dalla Terra rispetto al Sole, si dice che esso è in congiunzione superiore; questa posizione corrisponde alla massima distanza dalla Terra.
I pianeti del nostro sistema solare, osservati dalla Terra, sono gli astri più luminosi dopo il Sole e la Luna, e seguono lo stesso percorso dell’eclittica. Ecco il motivo per il quale gli incontri ravvicinati tra la Luna ed i pianeti sono molto comuni. Nella serata successiva si riproporrà un allineamento molto simile a quello osservato nella serata precedente. La falce lunare sarà molto vicina al pianeta con gli anelli, mentre Venere e Spica brilleranno appena oltre il nostro orizzonte.
VENERE – Un tempo chiamata Espero, come stella del mattino, e Fosforus, come stella della sera, oggi Venere porta il nome dell’antica dea romana della bellezza e dell’amore. Un nome non esattamente appropriato quello del pianeta, dal momento che le condizioni sono davvero simili a quello che noi immaginiamo come l’inferno. Venere, il secondo oggetto del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole (0,72 UA), è il pianeta che più si avvicina alle dimensioni della Terra, differendo di soli 500 Km circa. La sua rotazione è retrograda, ossia il pianeta gira su se stesso in senso opposto a quello terrestre; considerando il periodo di rotazione estremamente lento, stimabile in 243 giorni terrestri, notiamo come il giorno duri più dell’anno venusiano (225 giorni). Il pianeta è perennemente avvolto da una fitta coltre di nubi che impedisce qualsiasi osservazione della sua superficie. La densa atmosfera di questo mondo ostile è composta per il 96% da anidride carbonica, ed esercita una tremenda pressione di 90 atmosfere. Lo strato principale di nubi, costituite principalmente da goccioline di acido solforico, copre le quote comprese tra i 45 e i 60 Km. Un determinato spessore di nubi venusiane assorbe meno luce dello stesso spessore di nubi terrestri, ma lo strato di nuvole sul pianeta è così denso che solo un 2% della luce solare raggiunge la superficie del pianeta. Su Venere l’effetto serra è tale che sulla superficie e nei livelli inferiori dell’atmosfera non si riscontrano differenze significative di temperatura tra l’equatore ed i poli e tra il giorno e la notte. La temperatura superficiale si aggira intorno ai +480°C, la visibilità di circa 3 Km e l’illuminazione dell’ambiente è all’incirca quella che c’è sulla Terra in una giornata di cielo coperto. Continui rombi di tuono con fulminazioni sono presenti sul pianeta, mentre i venti sono deboli solo al suolo, ma nella cappa di nubi accelerano bruscamente fino a 400 Km/h. Le nubi più alte fanno il giro del pianeta in circa 4 giorni (60 volte più veloce della stessa rotazione), combinata con il flusso di aria d’alta quota dall’equatore verso i poli, produce delle caratteristiche formazioni di nubi a forma di Y e C, e “collari” polari.
SATURNO – Saturno è il più distante dei cinque pianeti visibili facilmente ad occhio nudo, ed appare generalmente con una magnitudine apparente compresa tra zero e uno. Compie una rivoluzione completa dell’eclittica in 29 anni e mezzo e rappresenta uno degli oggetti più osservati dagli astrofili. Per risolvere facilmente gli anelli è necessario utilizzare un piccolo telescopio e un ingrandimento di almeno 20x, attraverso il quale sarà anche possibile osservare dei puntini luminosi che gli transitano intorno: i suoi principali satelliti naturali. Con l’avvento dell’era spaziale, Saturno ha svelato ulteriori dettagli della sua atmosfera. La sonda spaziale Cassini della NASA dal 2004, ha mostrato un temporale abbastanza grande da inghiottire la Terra, laghi di metano e aurore boreali. Saturno, completamente gassoso, è il secondo pianeta del sistema solare in ordine di grandezza. E’ secondo soltanto a Giove.
