L’ufficio più grande del mondo costruito in bilico su un paesaggio da sogno

Siamo a Morgins, situata a 1333 metri di quota tra le Alpi Svizzere del Canton Vallese, una bellissima località turistica che regala al visitatore emozioni indescrivibili sia d’inverno che d’estate. Durante la stagione invernale, che si protrae dai primi giorni di dicembre fino a fine marzo-inizio aprile si può godere della stazione sciistica di Portes du Soleil che, estendendosi tra Francia e Svizzera, raggiunge i 400 km quadrati. Oltre a Morgins ci sono altre 12 piccole località, all’insegna della tranquillità e del rispetto delle antiche tradizioni montane. Il comprensorio vanta 650 km di piste da discesa e 250 dedicati allo sci nordico, con 200 impianti di risalita moderni ed efficienti. Oltre allo sci, d’inverno è possibile effettuare escursioni lungo i numerosi suggestivi sentieri, fare uscite a bordo delle slitte trainate da cani, camminare con le ciaspole ai piedi, pattinare sul ghiaccio o addirittura praticare go-kart sulla neve.

CASA FEBBRE DELL'ORO CHARLIE CHAPLIN - CopiaAnche d’estate Morgins non si mostra certo da meno, valorizzando le sue bellezze paesaggistiche tra boschi, torrenti, laghi, impervi ammassi rocciosi, a contatto con la natura, con rarissimi esemplari di orchidee, praticando equitazione, minigolf, tennis, nuoto e per i più impavidi, ogni giorno è possibile effettuare voli accompagnati col deltaplano. E’ qui, a Morgins, sulle Alpi Svizzere, che si trova l‘ufficio più alto del mondo, quello costruito per ospitare l’operatore addetto al controllo della seggiovia Portes du Soleil. Di certo chi ci lavora non soffrirà di vertigini, ma sarà fortunatissimo a godere di questo panorama da sogno! Questa bizzarra casupola mi ricorda moltissimo il rifugio di Charlie Chaplin (alias Charlot) nella “Febbre dell’oro”, in particolare la scena in cui Giacomone e Charlot, giunti alla capanna durante la notte, si addormentano in attesa del nuovo giorno che li avrebbe illuminati nella ricerca della miniera. Ma nella notte, una forte bufera di neve sposta la capanna, portandola in bilico sull’orlo di un precipizio. All’alba del giorno seguente, la baracca continua ad inclinarsi, fino a che i due malcapitati non restano attaccati in bilico solo grazie ad una corda miracolosamente agganciata ad alcune rocce. Riusciranno a scappare appena in tempo, prima che tutto precipi nel burrone, fino al punto in cui la sorte si mostrerà benevola nei loro confronti, rivelando loro la tanto desiderata miniera.