Sensibilizzare all’uso del vaccino contro il papilloma virus, la riduzione dei costi del vaccino e l’estensione dello stesso agli uomini: sono questi gli obiettivi della campagna di Donne in rete onlus “W – viva il vaccino”, che si svilupperà, da ottobre a dicembre 2013, attraverso l’organizzazione e la promozione di momenti di approfondimento, diffusione e informazione su questi temi sul territorio lombardo affiancati dall’elaborazione di uno studio teorico specifico e mirato a cura del centro studi di Donne in rete onlus.

In Italia, studi condotti in donne di età tra 17 e 70 anni, in occasione di controlli ginecologici di routine o di programmi di screening organizzato, mostrano una prevalenza per qualunque tipo di Hpv compresa tra 7 e 16%. La prevalenza aumenta al 35-54% in caso di donne con diagnosi di citologia anormale, per raggiungere il 96% in caso di displasia severa o oltre. La prevalenza delle infezioni da Hpv varia con l’età: è più elevata nelle giovani donne sessualmente attive, mentre un secondo picco di prevalenza si nota nelle donne intorno alla menopausa o dopo.
“Le infezioni da hpv sono il 70% del totale di infezioni a trasmissione sessuale dichiarate – dichiara Amelia Locatelli, Responsabile Centro MTS Azienda Ospedale S.Anna di Como – In Italia la percentuale di infezione è aumentata negli ultimi dieci anni: da 600 a 800 casi per 100mila abitanti. Ma sono dati nazionali, proiezioni, non dati reali”.
“Esistono pochi virus legati allo sviluppo dei tumori: l’hpv è uno di questi – precisa Gian Vincenzo Zuccotti, Direttore U.O. Pediatria dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano – Eppure è importante farlo, dato che è considerato più pericoloso anche del fumo e dell’alcol. Sono necessarie informazione e prevenzione anche per l’uomo: per loro non esistono test di screening, e spesso ignorano anche la stessa malattia. Un’ultima precisazione: la vaccinazione da sola non basta, perché questa garantisce uno stato di salute pari al 75%”.