Salute: disturbo bipolare dilaga anche tra i vip, allarme abuso farmaci antipsicotici

DISTURBO BIPOLARE NUOVA - CopiaIl disturbo bipolare, una patologia sempre piu’ protagonista delle pagine rosa per essere l’argomento principale del ‘coming out’ di Vip e star di Hollywood pronte a confessare in pubblico di essere vittime di sbalzi d’umore o psicosi maniaco-depressive, sembra colpire attori, da Charlie Sheen a Catherina Zeta-Jones e Stephen Fry o cantanti, Sinead O’Connor, fino a star del web come la blogger americana Meggy Wang.  Ora un nuovo libro scritto da Joanna Moncrieff, psichiatra dell’University College di Londra, ‘The Bitterest Pills: the Troubling Story of Antipsychotic Drugs’, mette in guardia sui rischi dell’abuso di farmaci antipsicotici. Un fenomeno che sta dilangando, +67% ultimi 10 anni, dopo l’esplosione di diagnosi di disturbo bipolare. “Molti dei farmaci antipsicotici progettati per un numero relativamente piccolo di pazienti, sono oggi tra le medicine piu’ redditizie del mondo, appena dietro le statine e alla pari con gli antidiabetici – afferma Moncrieff – questo perche’ negli ultimi dieci anni nel Regno Unito le prescrizioni di antipsicotici per adulti sono aumentate del 67%. Nel 2012 sono state quasi 8 milioni. Ma solo una piccola parte di queste prescrizioni – avverte – e’ usata per contrastare la schizofrenia, mentre hanno iniziato ad essere usate anche da chi non ha questi problemi. Una buona notizia per le aziende farmaceutiche – chiosa – ma spesso non la migliore soluzione per chi non ha questo tipo di patologia. La crescente popolarita’ degli antipsicotici si e’ verificata anche a causa dell’esplosione delle diagnosi del disturbo bipolare”. Una volta considerata una patologia rara e gravemente invalidante, “il disturbo bipolare oggi ha subito una trasformazione in un concetto piu’ vago di ‘sbalzi d’umore’ che si puo’ applicare a chiunque – sottolinea la psichiatra – di conseguenza, se adesso il medico di famiglia durante una visita riscontra una lieve depressione o alcuni sintomi come l’irritabilita’ e, appunto, gli sbalzi d’umore c’e’ una possibilita’ significativa che fara’ una diagnosi di disturbo bipolare e cosi’ anche la prescrizione per un antipsicotico”. “Questo tipo di terapia – suggerisce l’esperta – puo’ essere utile nel ridurre i sintomi di un attacco acuto di schizofrenia, ma i benefici del trattamento a lungo termine sono meno certi anche in queste gravi condizioni”. Secondo Moncrieff esiste anche un modo per i pazienti per difendersi da una prescrizione troppo ‘leggera’ del medico. “Ad esempio – osserva – fare alcune domande precise al camice bianco: come mi sentiro’ dopo avere preso il farmaco? E’ possibile monitorare eventuali cambiamenti metabolici? Aumentero’ di peso e quanto devo preoccuparmi?”. “Il medico probabilmente non avra’ la risposta a tutte queste domande – conclude – perche’ la ricerca in questo campo e’ ancora in alto mare. E questo e’ il problema da risolvere, ma e’ necessario essere piu’ responsabili e conoscere con attenzione anche gli effetti tossici di questi farmaci e il loro impatto sulla vita quotidiana”.