Da una ricerca presentata dall’Università di Oslo, in occasione dello European Respiratory Society Annual Congress di Barcellon, è emerso che i fumi che fuoriescono da piccole armi militari possono portare a una diminuzione della funzione polmonare. Lo studio suggerisce che i membri delle forze armate che sono regolarmente impegnati a sparare con piccole armi potrebbero mettere a rischio la loro salute polmonare. Negli ultimi 5 anni, le forze armate norvegesi hanno cominciato a riportare casi di malattie successivamente all’allenamento all’uso di armi. Gli scienziati hanno testato 55 militari, non fumatori, per fumi di tre diversi tipi, con e senza piombo, corrispondenti a munizioni usate nei fucili d’assalto. Mentre non c’erano significative differenze per le munizioni usate, tutti i soggetti mostravano un declino nella funzione polmonare subito dopo aver sparato (mediamente del 5 per cento dopo un’ora) e a distanza di 24 ore (mediamente del 7 per cento) dall’allenamento.