Salute: il “dito a scatto” oggi curabile con la tecnica dell’ago

Il dito a scatto, anche detto “trigger finger”, è la seconda patologia più frequente a carico della mano, che colpisce in particolare le donne (75% dei casi). A seconda del livello d’intensita’ del dolore arrecato, puo’ essere curata con trattamento farmacologico o intervento chirurgico. Da poco e’ stata introdotta in Italia una metodica piu’ innovativa, nata negli Stati Unit, per intervenire su questo tipo di disturbo: si tratta della puleggiotomia con tecnica all’ago, che consente di liberare il canale del tendine in modo meno invasivo e senza incidere la cute. Il dito a scatto o “trigger finger” e’ una delle malattie piu’ comuni della mano, frequente tra le donne di mezza eta’, soprattutto nel periodo precedente la menopausa. Chi per lavoro deve eseguire movimenti di presa ripetuti e’ maggiormente soggetto all’insorgenza della patologia che puo’ essere anche causata da condizioni croniche come il diabete, la gotta o alterazioni della tiroide e malattie reumatiche. Si presenta, inizialmente, come un dolore del palmo della mano associato a una limitazione della funzionalita’ del dito interessato. Successivamente il dolore si irradia a tutto il dito e puo’ arrivare a provocare, nel tempo, una ridotta motilita’ dello stesso, evolvendo in artrosi dell’articolazione inter-falangea prossimale. “Il paziente puo’ avere inizialmente la sensazione di una pallina sottocutanea o di uno ‘scatto’ sul palmo della mano“, spiega Silvia Giordani, Chirurgo della mano a Bologna e Rovigo, Specialista in Ortopedia e Traumatologia. “In questa una fase, detta ‘triggering’, si puo’ eseguire un’infiltrazione con acido ialuronico, che diminuisce l’infiammazione dei tendini, determinando un benessere spesso momentaneo. L’infiltrazione risulta di semplice esecuzione ma non va ripetuta per piu’ volte, soprattutto se ravvicinate nel tempo. Se il triggering e’ di entita’ piu’ severa, non resta che l’intervento chirurgico, che consente di ottenere buoni risultati. L’operazione si basa su un concetto semplice: si aumenta lo spazio all’interno del canale del tendine che fa da ‘rotaia’ e quindi si permette ai tendini di scorrere meglio, senza infiammarsi e quindi senza provocare dolore“. Il metodo chirurgico standard, chiamato “puleggiotomia”, consiste nella liberazione del canale, attraverso una modesta incisione (circa 2 centimetri), eseguita alla base del dito interessato. Cio’ permette l’utilizzo della mano abbastanza velocemente, ma con delle limitazioni legate alla ferita chirurgica. Proprio per ovviare a questo inconveniente e rendere l’operazione meno invasiva, e’ da poco disponibile una nuova modalita’ d’intervento. “Si tratta di una metodica innovativa e molto valida, recentemente introdotta dagli Stati Uniti – sottolinea la dottoressa Silvia Giordani -. E’ la puleggiotomia con tecnica all’ago. Dato che permette di non incidere la cute, viene piu’ correttamente definita ‘puleggiotomia percutanea’. Dopo aver eseguito una blanda anestesia locale, si evidenzia la puleggia che viene poco alla volta lacerata con la punta dell’ago. E’ una tecnica non molto conosciuta, ma che permette il rientro immediato alle normali attivita’ fisiche e lavorative senza dolore. Va pero’ sottolineato che deve essere il chirurgo a valutare in quali casi sia piu’ indicata“. “La patologia del dito a scatto – conclude la dottoressa Giordani – e’ di agevole diagnosi e trattamento. Il paziente, pertanto, non deve rassegnarsi al dolore, ma deve rivolgersi quanto prima a uno specialista, dal momento che la malattia necessita della valutazione di un chirurgo ortopedico con specifica esperienza per questo tipo di disturbi“.