
La “I Conferenza di Consenso sulle Cure Simultanee” organizzata dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), con la partecipazione di rappresentanti del Ministero della Sanita’, del Coordinamento Tecnico della Commissione Salute, e di presidenti di Societa’ Scientifiche, Collegi e Associazioni dei pazienti (CIPOMO, SICP, SIMG, AIRO, SICO, AIPO e FAVO) denuncia che in Italia il 35% dei malati di cancro giunge alla diagnosi quando la malattia è in fase avanzata. A questi pazienti va applicato il modello di cure simultanee, che implica l’integrazione tra terapie oncologiche e cure palliative. L’Italia detiene il primato in Europa con ben 35 centri di oncologia certificati dalla Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) per l’integrazione precoce tra le terapie oncologiche e le cure pallatiative.Ma, anche se le cure simultanee sono state inserite nel Piano Oncologico Nazionale 2010-2013 e riconosciute, a livello internazionale, come modello ideale per rispondere a tutti i bisogni del malato, carenze organizzative e di personale dedicato rappresentano un ostacolo alla sua piena realizzazione. L’86% dei 449 oncologi che hanno risposto al questionario AIOM online, si sono detti favorevoli ad una integrazione precoce tra l’oncologia ed i servizi di cure palliative, ma solo il 31% degli intervistati dichiara che l’integrazione e’ presente dove lavora. “E’ essenziale – sottolinea la Dott.ssa Vittorina Zagonel, presidente della Conferenza – che le Reti di Cure Palliative, previste dalla Legge 38, si interfaccino in maniera sistematica con le Reti e i Dipartimenti di Oncologia, per garantire ai pazienti oncologici, su tutto il territorio nazionale, le Cure Simultanee. Il documento di consenso, scaturito dalla Conferenza, sara’ presentato al Ministro della Sanita’ in occasione del Congresso Nazionale AIOM, che si terra’ a Milano dall’11 al 13 ottobre”.