Uno studio condotto dai ricercatori della University of Illinois e pubblicato dalla rivista Plos One, ha dimostrato che l’attività fisica dei bambini influisce anche sul loro rendimento scolastico, migliorando in particolare le prestazioni scolastiche più difficili. La ricerca sottolinea come il taglio dello sport a scuola, dettato dalle esigenze economiche, può avere ripercussioni anche nelle attività d’aula. Per lo studio è stato reclutato un gruppo di bambini di 9 e 10 anni di una scuola locale, misurando la loro forma fisica con dei test sul tapis roulant. Ai migliori e peggiori 24 sono stati fatti eseguire diversi esercizi di difficoltà differente, per misurare le abilità nel memorizzare alcuni nomi di regioni inventate su una mappa. Lo studio ha dimostrato che i bambini hanno più o meno le stesse performance se si tratta di esercizi semplici, mentre in quelli più impegnativi i migliori sono risultati proprio quelli più in forma. ”Più difficile è la cosa da imparare – scrivono gli autori – maggiore è l’aiuto che può dare la forma fisica”. Già all’età di 5 anni, confermano anche le schede appena pubblicate dal sito del ministero della Salute con il titolo di ‘Diamoci una mossa’, i bambini possono avvicinarsi a qualche sport, scegliendolo con l’aiuto del pediatra. ”In generale, fino ai 7-8 anni sarebbe opportuno che il bambino praticasse attività quali atletica leggera, nuoto, ginnastica, attività, cioè, che coinvolgono in maniera bilanciata i diversi apparati – si legge nelle schede sul sito -. Oppure, nel caso di sport ‘asimmetrici’ come la scherma, il tennis, il tiro con l’arco sarebbe indicata l’associazione con una pratica in grado di ‘compensare”.
Salute: taglio dello sport a scuola condiziona rendimento, i bimbi in forma sono più bravi
