L‘acqua è un elemento assolutamente indispensabile alla nostra sopravvivenza, 2/3 del nostro corpo sono formati di acqua e bastano 8 bicchieri di acqua al giorno per ridurre il rischio di cancro al colon del 45% e il cancro alla vescica del 50%, oltre al fatto che una buona idratazione riduce il cancro ai polmoni. Elemento vitale per eccellenza, risorsa rinnovabile e teoricamente inesauribile, fonte miracolosa sin dalle epoche più antiche, indispensabile per l’insediamento umano e produttivo, rappresenta l’origine e la fine di ogni cosa. Il Neolitico è indubbiamente un periodo di grandi cambiamenti: l’uomo impara a levigare la pietra, sorgono i primi villaggi vicino ai fiumi, in modo da poter avere sempre acqua a disposizione. Le donne, da sempre dedite alla raccolta di semi e frutti, imparano a curare le piantine: nasce così l’agricoltura, mentre gli uomini apprendono l’importanza di stanziarsi in un punto, attendendo la maturazione del raccolto. Si sviluppa il commercio dei prodotti agricoli e con questo la necessità di spostarsi verso zone più proficue. E’ in questo periodo che compaiono i primi bagni pedestri ( ambulanti).
Gli antichi Egizi, dediti alla cura del loro aspetto, usavano lavarsi i capelli almeno una volta al giorno, ma non in acqua stagnante poichè vi erano alte probabilità che in essa si annidassero chiocciole della specie Bulinus, le cui larve danneggiavano la pelle, lavavano i denti al mattino con bicarbonato di sodio disciolto in acqua. Il papiro di Ebe, proveniente dalla Babilonia, descrive il metodo egiziano di produzione di un sapone, ricavato dal mescolamento di grasso animale o oli vegetali con un sale chiamato Trona, raccolto nella valle del Nilo. Per gli antichi Egizi, la cosmesi era una componente fondamentale per l’igiene , al punto che essi utilizzavano oli e unguenti per mantenere la pelle pulita e per ammorbidire le zone da rasare, sfregandoli sul corpo per contrastare l’odore della pelle. La gente egiziana espletava i propri bisogni all’aperto, in piccole buche costruite all’occorrenza e poi ricoperte, eccezion fatta per faraoni, sacerdoti e caste superiori, ai quali venivano riservati spazi privati. Si narra che la stessa Cleopatra fosse solita utilizzare vasi d’oro ricoperti di velluto. A causa della navigazione fluviale, fu inventato il primo gabinetto a vela e poi quello a remi.
Per i Greci, il bagno era considerato un completamento dell’attività atletica. Veniva effettuato con acqua fredda, frettolosamente, con effetto energetico. Furono proprio i Greci, che urinavano dove capitava, a inventare il gabinetto a cavallo e avendo essi la brutta abitudine di espletare i loro piccoli e grossi bisogni dappertutto, venne varato un decreto che vietò di urinare e defecare in templi e posti pubblici. Tra i Romani, il re di Roma Tarquinio il Superbo decise di realizzare la Cloaca Maxima: l’acqua piovana, gli scarichi delle terme e i bagni pubblici e privati scorrevano nel suo canale principale. Le strade di Roma vennero costruite con centro rialzato rispetto ai lati ( cosiddetta forma a”schiena d’asino”), in modo che l’acqua piovana potesse scorrere ai lati della strada, precipitando nei tombini, fino a raggiungere i canali sotterranei. Si narra che i Romani, insoddisfatti del cattivo odore emanato dalle razze che sottomettevano, costruirono terme ovunque. Mentre in Grecia gli impianti termali, tra cui quelli di Asclepio ed Eracle, avevano una funzione prettamente purificatoria e terapeutica, i Romani furono l’esempio più lampante dell’idroterapia al massimo livello. Il termalismo aveva forti connotati collettivi e pubblici. I Romani erano soliti far massaggi e bisogni tutti insieme, sotto gli auspici della dea Igea (da cui deriva la parola “igiene”), Si lavavano quotidianamente braccia e gambe, mentre ogni 9 giorni, in occasione del giorno di mercato, lavavano tutto il corpo. Le terme erano un luogo di incontro, cariche di essenza sociale, ma anche un vero e proprio centro sanitario a sfondo pubblico e laico.
La Roma imperiale era dotata di un’efficiente rete di “bagni collettivi”all’interno di terme, in prossimità dei fori e lungo le vie più trafficate : le latrine foriche erano costituite da pesanti basamenti in pietra o marmo su cui erano posti sedili, l’uno accanto all’altro, mentre in basso erano apposti contenitori di acqua corrente con spugne legate ad asta, in modo che i Romani si potessero pulire il sedere senza sporcarsi le mani. Brutto a dirsi, ma per loro l’atto del defecare collettivamente era normale, il concetto di privacy e di pudore non esisteva. Furono proprio i Romani ad inventare il gabinetto a ruote che divenne un utilissimo strumento da campo al servizio delle legioni romane sempre in movimento, utile anche per sfondare le linee difensive nemiche e negli assedi. Nel Medioevo, definito “secolo buio”, le condizioni igieniche iniziarono a decadere e si diffusero orribili malattie tra cui il tifo e l’epidemia di peste del 14esimo secolo. I bagni disabilitavano l’organismo, per cui si preferiva, dopo averne fatto uno, restare in casa o a letto. L’acqua era il tramite per la propagazione di infezioni, per cui solo le parti corporee visibili (viso, mani , piedi) venivano lavate più spesso, mentre i vestiti, assorbendo la sporcizia, avevano una funzione protettiva contro le malattie.
La conoscenza delle erbe poteva rivelarsi molto pericolosa, al punto che molte donne che col potere delle erbe, sapevano curare, vennero bollate come streghe e messe al rogo. La profumeria europea nasce nel Medioevo, quando con le Crociate, si importarono dall’Oriente materie prime e tecniche del profumo. Inizialmente, i profumi vennero utilizzati a scopo medicamentoso. Si credeva che avessero proprietà disinfettanti e proteggessero dalle malaattie. Molte coppie nel Medioevo si sposavano a giugno e, per mascherare il cattivo odore emanato dal loro corpo per via delle precarie norme igieniche, le donne si dotavano di un bouquet di fiori…da qui la tradizione del bouquet per le spose! Parlando di igiene, come sarebbe la nostra vita senza water? Il water, chiamato “vaso sanitario”, “gabinetto”, volgarmente “cesso”, o al francese “toilet” ( termine risalente al 1681, per indicare la cura del corpo e la pulitura dei vestiti), è una forma accorciata di Water Closet (ripostiglio, stanzino dell’acqua). Il primo rudimentale WC venne ideato nel 1597 dallo scrittore inglese John Harlington, figlioccio della regina Elisabetta I, che lo battezzò Ajax, dal nome del vaso da notte, ammettendo di averlo copiato dall’Italia. Il marchingegno era fornito di una torre-serbatoio d’acqua ed un rubinetto a mano faceva affluire acqua in un serbatoio più piccolo, mentre una botola a valvola faceva defluire l’acqua di scolo in un pozzo nero.
La sua sistemazione definitiva si deve all’orologiaio inglese Alexander Cummings, che nel 1775 ha brevettato un WC munito di sifone, ossia un tubo a S che fa rimanere costantemente un pò d’acqua nel vaso, così da isolarlo dalle esalazioni del pozzo nero. In onore del WC, che ci ha letteralmente rivoluzionato la vita, Sim Jae Duck, ex sindaco di Suweon, località a pochi chilometri da Seoul, un attivista sostenitore della necessità di migliorare le condizioni igienico-sanitarie delle toilette di tutto il Mondo, anche nei Paesi meno sviluppati, ha fatto costruire nel 2007 un’attrazione architettonica di 420 metri quadri a forma di water, che denominò “Haewoojae“, che in coreano significa “luogo per alleviare le preoccupazioni”. ‘ Quella che era una lussuosissima casa, dopo la sua morte, è divenuta il primo museo a forma di WC dedicato alla cultura dell’andare in bagno, e al contempo un parco divertimenti in cui ripercorrere la storia della toilette. Tra video, percorsi interattivi, segnali per la toilette provenienti da tutto il mondo, wc di molte epoche storiche provenienti da diverse parti del mondo e statue in bronzo intente a defecare, i visitatori non si annoieranno di certo! Questa straordinaria struttura architettonica a forma di water con tavoletta e pareti trasparenti, è costruita completamente in cemento, acciaio e vetro, con tanto di ciambella al centro! Al suo interno vi è addirittura una stanza da bagno completamente trasparente in cui un sensore, al momento del “bisogno”, ricopre le pareti in vetro con una fitta nebbiolina per assicurare la privacy dell’utilizzatore momentaneo. Per i viaggiatori, il “Toilet Coulture Park“, racchiudendo i bisogni più intimi della gente di così tante epoche e culture differenti, è una tappa obbligatoria!