La sonda americana Voyager 1 lanciata nell’ambito del Programma Voyager della NASA il 5 settembre 1977 da Cape Canaveral, a bordo di un razzo Titan IIIE-Centaur, è il primo oggetto costruito dall’uomo a superare i confini del Sistema Solare. La notizia era stata già annunciata diverse volte, ma ora la conferma è definitiva. Al momento la sonda si trova nello spazio interstellare a circa 19 miliardi di chilometri dalla Terra in una regione di transizione immediatamente al di fuori della bolla solare, dove però alcuni effetti generati dalla nostra stella sono ancora evidenti. I dati sono stati pubblicati dalla rivista Science. “Ora che ci sono giunti i nuovi dati, crediamo che questo sia un momento storico per il genere umano”, ha dichiarato Ed Stone, uno dei responsabili del progetto Voyager con sede presso il California Institute of Technology di Pasadena. “Ora possiamo rispondere alla domanda – ha osservato Stone – che tutti ci stavamo facendo da tempo: siamo gia’ arrivati? Si’, ora lo siamo”. La sonda Voyager 1 continuerà a mandare dati almeno fino al 2020 anche se il suo segnale è molto debole: solo 23 watt l’equivalente di una lampadina di frigorifero. Il segnale che impiega circa 17 ore per arrivare sulla Terra giunge, data la grande distanza, ridotto ad una frazione di un miliardo di miliardesimo di watt. Per riceverlo si utilizzano una serie di antenne che hanno un diametro che varia dai 34 ai 70 metri. Insieme alla Voyager 1 viaggia verso l’esterno del Sistema Solare anche la gemella Voyager 2 lanciata 16 giorni prima ma che, avendo intrapreso un tragitto diverso, si trova ora a ‘soli’ 15 miliardi di chilometri da noi.
IL VIAGGIO – Il 5 Marzo 1979, la storica sonda passò nei pressi dell’orbita di Giove, per poi proseguire il suo lungo viaggio verso Saturno, dal quale transitò a soli 120 mila chilometri il 12 Novembre 1980. Tante le scoperte: dai vulcani di zolfo di Io, alle complesse strutture degli anelli del gigante gassoso. La sua orbita, progettata per studiare Titano da vicino, la portò fuori dal piano dell’eclittica, impedendole di visitare altri pianeti. Da allora si è allontanata verso l’esterno del Sistema Solare. Nel Dicembre 2004 la sonda avrebbe varcato il confine dove le particelle del vento solare vengono rallentate a velocità subsoniche, chiamato dai ricercatori termination shock, sino a raggiungere l’eliopausa il 13 Dicembre 2010. In quella data, infatti, la sonda ha rilevato che la velocità del vento solare è diminuita fino a zero. Fattore inequivocabile dell’ennesimo traguardo raggiunto. Ora, la Voyager 1 naviga nello spazio interstellare ad una velocità di 17,031 km/s, pari a 3,593 Unità Astronomiche all’anno, ed è in leggerissimo rallentamento a causa dell’attrazione gravitazionale del Sole. Il veicolo spaziale si dirige quasi insisturbato verso la costellazione di Ofiuco, nella costellazione dell’Orsa Minore, e porta con sé un disco registrato di rame e placcato d’oro (il cosiddetto Voyager Golden Record) che contiene immagini e suoni della Terra, i cui contenuti della registrazione furono selezionati da un comitato presieduto da Carl Sagan. Sulla custodia sono incise le istruzioni per accedere alle registrazioni, nel caso in cui qualche forma di vita evoluta riuscisse un giorno a trovarle.
