
I nuovi materiali installati – moduli fotovoltaici di Vipiemme Solar e gli accumulatori di Fiamm – che garantiranno alla Piramide energia per un nuovo, lungo periodo, dopo un viaggio in aereo dall’Italia a Kathmandu, e poi ancora a Lukla (2.860 metri di altezza), sono stati trasportati da oltre 100 sherpa e da altrettanti yak fino al Laboratorio. La difficile sfida è stata superata al meglio: con circa 15 tonnellate di materiali trasportati – e con l’incognita delle condizioni metereologiche a tali altitudini – la spedizione ha dovuto affrontare i 2.200 metri di dislivello che separano Lukla dalla Piramide. “Nonostante le avverse condizioni climatiche, per la coda monsonica con pioggia, nebbia e basse temperature – racconta Giancarlo Morandi, presidente di Cobat, la missione si è conclusa con successo. Sono stati sostituiti i moduli fotovoltaico e le batterie che forniscono energia al Laboratorio Piramide e sono stati riportati a valle tutti i materiali dismessi”.
Una parte dei moduli fotovoltaici e degli accumulatori ancora funzionanti, che sono stati sostituiti da modelli tecnologicamente più avanzati, sono stati donati a due cooperative di Dinboche, a 4200 metri di quota, nella Khumbu Valley. Una “Community Solar Station” che fornirà di elettricità gli abitanti del paese per almeno 10 anni. Sono state invece avviate al riciclo le batterie esauste al piombo presso un impianto di riciclo nepalese e riportati in Italia i moduli fotovoltaici giunti a fine vita. Dal 1987 ad oggi, la Piramide ha consentito la realizzazione di oltre 520 missioni scientifiche, con la partecipazione di 220 ricercatori afferenti a 143 diverse istituzioni internazionali. Si tratta di un centro di ricerca scientifica d’alta quota dotato di avanzate attrezzature, del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico; è fornito di sistemi ecosostenibili per l’approvvigionamento di energia elettrica e lo smaltimento rifiuti, il riscaldamento, oltre che di sistemi per le telecomunicazioni satellitari e Internet.
