
Le barriere coralline, fra gli ecosistemi piu’ produttivi del pianeta, prosperano in acque prive di nutrimenti. Questo fenomeno, chiamato ‘paradosso di Darwin’, ha interessato per anni gli scienziati. Ora, Jasper de Goeij e colleghi dell’Università di Amsterdam, hanno scoperto che le spugne giocano un ruolo importantissimo nel riciclo del materiale organico della comunita’ corallina, trasformando la materia organica dissolta da coralli e alghe in particolato nutriente per gli organismi marini piu’ grandi. Come si legge sulla rivista ‘Science’, questo processo aiuta a spiegare come gli hotspot biologici, come, appunto, le barriere, possono persistere in acque prive di nutrienti e potrebbe anche aiutare a migliorare gli sforzi tesi alla conservazione delle barriere. Gli scienziati hanno studiato quattro comuni specie di spugne coralline in acquari e hanno scoperto che ognuna assorbiva carbonio e azoto dai dintorni convertendo dall’11 al 24 per cento di queste sostanza in coanociti, filtri cellulari ricchi di nutrienti. Questi erano poi rapidamente diffusi dalle spugne e mangiati dai consumatori piu’ grandi.