A Huaxi, nella provincia dello Jangsu, in Cina, il piccolo Xiao Feng, di soli due anni, è stato portato in ospedale dai genitori, insospettiti per il gonfiore della pancia del bimbo, che cresceva come se fosse incinto. Dopo aver effettuato radiografie e risonanze, i medici hanno comunicato loro l’incredibile scoperta: nello stomaco del piccolo Xiao Feng, che per l’estremo gonfiore aveva notevoli difficoltà respiratorie e dolori atroci, si stava sviluppando il gemello parassita. Portato d’urgenza in sala operatoria, ha partorito il suo gemello che occupava 2/3 dello stomaco del “fratello maggiore”, misurava 20 cm di lunghezza ed era dotato di colonna vertebrale, mani e piedi già formati. Si tratta di un caso di Fetus in fetu, una rara anormalità dello sviluppo embrionale nella quale i tessuti che formano un feto crescono e si differenziano nel corpo di un gemello normalmente sviluppato. Si tratta di una gravidanza gemellare atipica, in cui parte delle cellule staminali di un blastocisti si localizzano tra le cellule di un embrione in formazione e procedono ad una differenziazione autonoma. Per essere più sintetici, in questa condizione clinica si ha una divisione ineguale delle cellule contenute nel blastocisti e l’incorporazione del gemello avviene mediante anastomosi nella circolazione fetale. Il feto incluso è piccolo, malformato, provvisto solitamente di una colonna vertebrale, con un abbozzo di arti inferiori e superiori e, nonostante manchino encefalo e cuore, possiede un’organizzazione somatotopica degli organi interni simile a quella degli individui sani. La malformazione, estremamente rara, ha un’incidenza stimata in 1 caso ogni 500.000 nati vivi. In 170 casi descritti tra il 1806 e il 2007, ¼ dei casi riportati interessano l’Asia, mentre in Africa è una condizione rara. E’ più comune in famiglie con storie di gravidanze gemellari e alcuni autori parlano di prevalenza nel sesso maschile. L’età dei pazienti è compresa tra la 16esima settimana di gestazione e i 47 anni di vita e il peso del gemello è compreso tra i 13 e i 2000 grammi. Circa l’80% dei casi sono localizzati nell’addome, ma possono riguardare anche zona sacrale, cranio, collo, bocca, torace, intestino e fegato. La diagnosi può essere effettuata ecograficamente durante la gravidanza, oppure dopo la nascita, mediante RM o TC. Unico trattamento possibile è l‘asportazione completa con intervento chirurgico ed è necessario il follow-up per escludere casi, sebbene rari, di recidive, dovuti alla non completa rimozione del tessuto gemellare.