Nelle prossime ore la potente depressione extratropicale, venendo alimentata lungo il suo bordo occidentale dalla discesa di aria molto fredda, di tipo artica continentale, aspirata direttamente dall’altopiano dell’Anadyr dallo stesso vortice ciclonico, tramite il richiamo di forti venti da N-NE e Nord attivi fra il golfo di Salihov ed il settore più orientale del mare di Ohotsk, tenderà a transitare con il suo profondo minimo barico al suolo, sui 960 hpa, davanti le coste della penisola della Kamchatka. L’intenso “gradiente barico orizzontale” associato piloterà verso la penisola della Kamchatka venti molto forti, prevalentemente da NE, N-NE e Nord, che toccheranno picchi di oltre i 100-120 km/h a ridosso delle rispettive coste orientali, degradanti sull’oceano Pacifico. Ma venti molto forti, con raffiche davvero significative, fra gli 80 km/h e i 100 km/h, sferzeranno un po’ tutta la penisola della Kamchatka, causando non pochi disagi nei piccoli centri abitati e nelle città.
La forte ventilazione dal quadrante settentrionale, inoltre, tenderà a polverizzare le deboli precipitazioni legate al passaggio del fronte occluso sul margine nord della depressione, mentre sui rilievi dell’entroterra genererà delle vere e proprie bufere di neve che ammanteranno di bianco i principali vulcani della Kamchatka. Ma le tempeste di vento più violente rimarranno relegato in mezzo all’oceano Pacifico, nel tratto ad est della penisola della Kamchatka, lungo il lato orientale della depressione extratropicale, dove si sta producendo un fittissimo “gradiente barico orizzontale” che sta attivando furiosi venti di tempesta, da S-SO e SO, con picchi ad oltre i 130-140 km/h, presenti soprattutto sul lato sud-orientale del ciclone. Venti molto forti, entro le prossime 24-36 ore, sferzeranno le isole di Bering e Medny, dove peraltro si scateneranno anche forti mareggiate sulle rispettive coste, aperte a sud.
Questi venti cosi intensi stanno rendendo il tratto di oceano antistante la penisola della Kamchatka grosso (forza 7), fino a localmente molto grosso (forza 8), sollevando ondate di “mare vivo” davvero imponenti, alte anche più di 6-7 metri, ma con “Run-Up” che possono superare gli 8 metri davanti la costa meridionale della Kamchatka. Si tratta di onde di tempesta molto elevate, particolarmente insidiose per le navi di piccola e media stazza. Molte di queste onde si spingeranno al di fuori dell’area delle tempeste per centinaia di miglia, muovendosi verso le alte latitudini del Pacifico nord-orientale, fino al settore occidentale del mar di Bering, dove risaliranno onde lunghe davvero alte. Pur indebolendosi il profondo vortice ciclonico extratropicale domani si allontanerà dalle coste della la penisola della Kamchatka per allontanarsi in direzione del freddo mar di Bering. Qui il vortice ciclonico tenderà a colmarsi, transitando sulle isole Aleutine, dove spingerà intensi venti da SO, pronti successivamente a ruotare più da O-SO e Ovest. Entro la giornata di sabato i resti di “Wipha”, venendo spinti da un intenso “getto polare” in quota a ridosso delle coste sud-occidentali dell’Alaska, tenderanno a colmarsi quasi definitivamente in un vortice ciclonico strutturato nell’alta troposfera. Questa latente struttura depressionaria, posizionata sopra le coste occidentali dell’Alaska, entro domenica verrà assorbita dall’ampia circolazione ciclonica, legata al vortice polare troposferico, attiva sul mar Glaciale Artico, con vari lobi, colmi di aria gelida in quota, in evoluzione fra la costa artica siberiana e l’arcipelago Artico canadese.
