
Il Seveso nasce nella provincia di Como, a nord di Milano, e dopo un percorso di alcune decine di chilometri, viene intubato al di sotto del manto stradale presso via Luigi Ornato nella Milano settentrionale. È proprio questa una delle cause della sua continua esondazione. Il fiume scorre al di sotto della rete viaria al pari di una fognatura, ma ad ogni temporale o pioggia consistente nel suo bacino idrografico fra le Alpi e la città, esce dai tombini allagando tutto. Il motivo sta anche nell’urbanizzazione a monte: l’area a nord di Milano, ormai quasi interamente edificata, impedisce l’assorbimento dell’acqua nel terreno e fa defluire tutta l’acqua di precipitazione nel corso d’acqua, che diventa così l’unico punto di deflusso per le acque di superficie. Le esondazioni del Seveso sono dunque la prova di come l’attività dell’uomo, l’urbanizzazione selvaggia e senza criterio, la mancanza di una pianificazione territoriale nella costruzione di nuovi quartieri, abbiano conseguenze drammatiche sulla vita di tutti i giorni. Oggi paghiamo l’avidità dei costruttori, l’incomepetenza e complicità delle amministrazioni, lo svilimento di quella parte della società e del mondo professionista (come i geologi) che da decenni ricorda che il territorio va studiato, capito e rispettato. L’alluvione di Niguarda e l’intubamento del Seveso sono solo uno specchio della situazione di tutta l’Italia.