Generalmente, un minimo barico che scende sotto i 938 hpa, si associa ad un potente ciclone tropicale di 4^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, capace di attivare venti ciclonici particolarmente violenti, ad oltre i 200-210 km/h. Ma questo non è stato il caso di “Phailin” che ha effettuato il “landfall” su Gopalpur come un ciclone tropicale di 3^ categoria sulla Saffir-Simpson, con una netta attenuazione dei venti violentissimi che nelle ore precedenti avevano spazzato il golfo del Bengala, con punte di oltre i 230-240 km/h. “Phailin” si è rapidamente indebolito anche per merito del processo di sostituzione dell’occhio centrale che ha parecchio indebolito il profondissimo vortice ciclonico, con una conseguente riduzione dei fortissimi venti. Secondo i dati forniti dal “Dipartimento Indiano di Meteorologia” “Phailin” ha poi mantenuto lo status di ciclone tropicale, penetrando per altri 60-70 km verso l’entroterra, dove è stato poi declassato in una tempesta tropicale che ha dispensato forti piogge e rovesci, anche particolarmente violente sulle aree più interne dell’Orissa. Le immagini satellitari hanno poi evidenziato come le piogge e i temporali più intensi, legati al ciclone, sono poi risalite fin verso l’India settentrionale, raggiungendo persino il versante meridionale dell’Himalaya e sul Nepal, dove si sono abbattuti forti rovesci di pioggia, con veri nubifragi. Ma le piogge più intense, proprio come previsto, si sono abbattute sullo stato dell’Orissa, durante la fase del “landfall”. In alcune località, in meno di 24 ore, sono stati accumulati oltre 241 mm di pioggia, con picchi superiori ai 250-260 mm. Ma piogge molto intense si sono spinte anche sulle regioni più interne dell’India nord-orientale, dove i resti di “Phaelin” hanno dato luogo a forti nubifragi e acquazzoni che hanno cagionato inondazioni e allagamenti. Ora penetrando verso l’interno i resti dell’ex ciclone tropicale tenderanno rapidamente a dissiparsi nell’alta troposfera sopra gli stati dell’India settentrionale, dando luogo agli ultimi rovesci e temporali a carattere sparso.
Il ciclone “Phailin” impatta sulle coste indiane con uno “Storm Surge” di 3.0 metri e un minimo barico di ben 938 hpa: dati e riepilogo

La spettacolare immagine satellitare del ciclone “Phailin” durante la fase del "landfall" sullo stato dell'Orissa. Si nota pure l'ampia scia di detriti creata dall'intenso moto ondoso che ha flagellato le coste dell'Orissa (credit NASA)