Il forte maltempo si sposta verso il meridione: temporali particolarmente intensi investiranno Campania, Calabria e Sicilia, in settimana piogge significative anche fra Marche e Romagna

Attualmente il continente europeo appare virtualmente diviso a metà (proprio come durante gli anni della guerra fredda), sotto l’aspetto climatico, con un est invaso da masse d’aria molto fredde, di lontana origine artico marittima, poi successivamente continentalizzate sopra le vaste pianure della Russia europea, Bielorussia e Ucraina, ed un settore occidentale interessato da aria molto più mite e umida, nonché instabile, di origine temperata marittima. L’irruzione fredda che da oltre una settimana tiene sotto scacco la Russia europea, la Finlandia, le Repubbliche Baltiche ed il resto dell’Europa orientale, dove a causa delle forti inversioni termiche prodotte ora si iniziano a registrare anche le prime deboli gelate in pianura, persisterà fino a gran parte della nuova settimana, con il freddo grande protagonista fra Russia europea ed Ucraina (minime sui +0°C -1°C al piano). Scorrendo più a sud, sull’area del Mediterraneo centrale e sull’Italia, scorgiamo un richiamo sud-occidentale pre-frontale, di masse d’aria molto tiepide e cariche di umidità, d’estrazione sub-tropicale marittima continentalizzata, che tendono ad inserirsi lungo il bordo anteriore di un più ampio e complesso sistema frontale, ora giunto al traverso del medio-basso Tirreno, con un estesa linea d’instabilità pre-frontale che continua a rinnovare una intensa instabilità convettiva sui mari che circondano l’Italia, a seguito della formazione, nei bassi strati, di linee di confluenza dei venti che tendono a fungere da innesco per i forti moti ascensionali che danno luogo ai “Clusters temporaleschi” lungo i mari italiani (ancora piuttosto caldi).

E’ proprio questo flusso sud-occidentale, altamente instabile e ricco di umidità e vapore acqueo (in parte d‘origine oceanica, e in larga parte mediterranea), che continua a tenere in vita la forte instabilità atmosferica che nelle prossime ore darà la stura a temporali anche di forte intensità, fra Campania, settori tirrenici della Basilicata, Calabria e Sicilia. In queste aree il rischio di nubifragi, seppur molto localizzati in prossimità delle esposte aree costiere e limitrofo retroterra, rimane molto elevato per le prossime 12-24 ore. Quindi non è d’escludere l’eventualità di assistere a fenomeni temporaleschi particolarmente forti date le energia in gioco in seno alla colonna d’aria molto instabile che sale direttamente dalle calde acque superficiali del basso Mediterraneo e dal Canale di Sicilia, le cui acque ancora relativamente calde sfornano una significativa quantità di calore latente alle masse d’aria sovrastanti. Calore latente, quindi energia, che può essere utilizzata come carburante per l’intensa attività convettiva che caratterizza il cuore di questo sistema frontale.

Ciò può benissimo dare origine ad una attività convettiva esplosiva, pur in assenza di nucleo di vorticità positiva particolarmente forti alle quote superiori della troposfera, in grado di favorire la costruzione di “sistemi convettivi a mesoscala”, ben organizzati e strutturati in varie grosse “Cellule temporalesche” satelliti, che già dalle prossime ore della serata potrebbero colpire anche le coste di Campania, Basilicata tirrenica e dalla nottata nuovamente la Calabria e la Sicilia. Ma quello che un po’ stupisce è l’evoluzione per i prossimi giorni, con l’ennesima configurazione di blocco sul continente che ritarderà notevolmente il miglioramento atteso per metà settimana. Difatti, come previsto, il “CUT-OFF” che in queste ore si sta isolando sull’est della Francia, in seguito al taglio della vasta saccatura nord oceanica (ad opera di un rinforzo del “getto polare” in sede atlantica) scivolata sull’Europa centro-occidentale, scivolerà tra il mar di Corsica e la Sardegna, per incastrarsi sul bacino centrale del Mediterraneo, sui mari che circondano l’Italia, per più giorni. Il vortice depressionario chiuso in quota rimarrà isolato sul bordo più meridionale di un promontorio anticiclonico dinamico che si distenderà sull’Europa centrale, rimanendo semi-stazionario attorno l’Italia.

prog_sat_overlayTale blocco della circolazione atmosferica, peraltro, obbligherà il flusso zonale principale ad inarcarsi verso le alte latitudini, sul nord della Scandinavia, scorrendo con il ramo principale oltre i 60° di latitudine nord. Stazionando sui mari italiani il “CUT-OFF”, lento a colmarsi, poiché supportato nei bassi strati dall’umidità e dal calore latente fornito dai mari italiani, continuerà ad instaurare una circolazione ciclonica sulle nostre regioni che porterà nubi e precipitazioni sparse, anche con rovesci e temporali sparsi, dal centro-nord al meridione e all’area ionica. Ma ad inizio di settimana piogge marcate e rovesci si concentreranno lungo le regioni adriatiche, dalla Romagna alle Marche, Abruzzo, ed in parte pure fra Molise, Puglia ed est della Basilicata, per la persistenza del fronte occluso, legato al sistema frontale che tende a muoversi molto lentamente alla volta dei Balcani e della Grecia. In particolare l’area fra il Veneto meridionale, la Romagna e le Marche, fra domani e lunedì, potrebbe ricevere quantitativi di pioggia significativi per la persistenza di precipitazioni, per lo più moderate. Temporali e rovesci, anche intensi, lunedì investiranno nuovamente l’area ionica, fra Puglia meridionale, sud della Basilicata, Calabria orientale ed est Sicilia.