Il global warming minaccia i koala Australiani

Il koala, animale simbolo dell’Australia, e’ noto per il suo attaccamento alla varieta’ di eucalipto delle cui foglie si ciba, per lo piu’ di notte, trascorrendo invece gran parte del giorno a dormire. Per proteggerlo dal riscaldamento globale, che ne minaccia l’estinzione, non basta tuttavia preservare i suoi amati eucalipti. Uno studio dell’Universita’ di Sydney mostra che i koala scelgono di giorno alberi diversi da quelli da cui si nutrono, nel tentativo di sopravvivere alle temperature piu’ alte e ad eventi estremi come siccita’ e ondate di caldo. Una conclusione che impone cambiamenti alle pratiche di gestione dei loro ecosistemi, mantenendo e ripiantando anche gli alberi in cui trovano riparo dal caldo – sostengono i ricercatori della Scuola di Scienze Biologiche dell’ateneo, che hanno seguito 40 koala a mezzo Gps per tre anni, per studiarne l’habitat e l’alimentazione. ”I koala banno bisogno per sopravvivere di una combinazione delle giuste specie di alberi-cibo e di piu’ freschi alberi-riparo”, scrive il responsabile della ricerca Mathew Crowther, sulla rivista internazionale di biodiversita’ e ecologia, Ecography. ”Abbiamo osservato che piu’ fa caldo durante il giorno, piu’ i koala tendono a cercare alberi piu’ grandi con fogliame piu’ denso come riparo da quelle temperature. I koala studiati mostravano anche una preferenza per alberi in aree come gole e burroni, che sono spesso piu’ freschi di quelli in pianura o in collina”, aggiunge. ”La nostra ricerca e’ la prima a considerare con la stessa importanza gli alberi-riparo e gli alberi-cibo nella vivibilita’ degli habitat di koala. Ignorare l’importanza degli alberi-riparo sarebbe preoccupante, data la crescente frequenza di eventi meteo estremi”, scrive ancora lo scienziato. ”Un quarto dei koala che abbiamo studiato e’ perito nella canicola del 2009 e l’Australia ha appena avuto i 12 mesi piu’ caldi da quando sono iniziate le misurazioni climatiche”. Prima dell’arrivo dei colonizzatori britannici nel 1788 la popolazione dell”orsetto marsupiale’ si aggirava sui 10 milioni, e si e’ ridotta ora a circa 43 mila.