Negli scavi archeologici dei villaggi preistorici sono stati rinvenuti accumuli di materiali di scarto, fac simili delle nostre discariche, che attestano che la storia dei rifiuti ha origini antichissime e va di pari passo con l’evoluzione umana. Recentemente il tema “riciclo preistorico” è stato affrontato in una conferenza tenutasi all’Università di Tel Aviv, cui hanno partecipato 50 antropologi e paleontologi di fama mondiale, che hanno evidenziato che l’attività di recupero dei materiali si è espressa in modi e posti diversi, si è quindi contestualizzata, correlandosi alla disponibilità di alcuni materiali piuttosto che altri. Lo stesso organizzatore del Congresso, l’archeologo istraeliano Ran Barkai, sostiene che il riciclaggio preistorico sia il frutto di un ragionamento fortemente razionale che ha permesso ai nostri antenati di risparmiare preziose energie, conservando vecchie materie prime per riutilizzarle, piuttosto che procacciarne di nuove.
Esempi di riutilizzo di trovano nei siti archelogici di Fonte Nueva, in Spagna e a Castel di Guido, vicino Roma. Giovanni Boschian, geologo e paleontologo dell’Università di Pisa, conducendo ricerche proprio in questo sito archelogico italiano, risalente a circa 320- 270 mila anni fa, ha fatto notare come siano presenti indizi che testimonierebbero che l’uomo di Neanderthal avesse già la consuetudine di riutilizzare utensili scartati in precedenza ed in effetti in questo luogo son stati trovati attrezzi “bifacciali” per la loro forma, sia in pietra che in osso di elefante. Le ossa poi, venivano frantumate per estrarne il midollo e i frammenti venivano modellati in strumenti, prima abbandonati, poi riutilizzati. Gli Etruschi hanno inventato i rifiuti industriali, con le loro discariche di scorie derivate dalla lavorazione del ferro proveniente dall’isola d’Elba, ma è con la nascita delle grandi città, che sorse il problema di gestire il materiale di scarto, i resti di cibo, i cocci. Fu allora che si costruirono le reti fognarie, le latrine pubbliche e i primi gruppi di spazzini. Ad Atene esistevano spazzini professionisti incaricati di portare i rifiuti a 2 km dalle mura, mentre quanto ad igiene, Tebe viene tuttora ricordata come la città greca più pulita. Anche i Romani sperimentarono discariche esterne dove finivano i rifiuti, ma anche le vittime dei giochi circensi e le carcasse di animali.
Con il Medioevo,l’igiene scarseggiava e molti utilizzavano scarpe di legno con una suola molto alta per evitare di sporcarsi. Quasi senza esito furono le disposizioni delle Autorità che vietavano persino di gettare il contenuto dei vasi da notte dalle finestre! Dobbiamo attendere l’inizio del XIV secolo per i primi cassoni pubblici per i rifiuti e un primo abbozzo di raccolta per il riciclaggio, fino ad arrivare al 1873, in cui Manchester sperimentò il primo rudimentale inceneritore e al 1884, in cui Eugenne Poubelle, Prefetto della Senna, si battè talmente tanto in favore della raccolta dei rifiuti, che i Francesi chiamarono “poubelle” le pattumiere. Come noto, il riciclaggio dei rifiuti attuale è il processo di trasformazione dei rifiuti in materiali riutilizzabili, nato nei paesi industrializzati intorno agli anni 50′, mira a ridurre i consumi energetici e i costi industriali, consentendo un risparmio delle risorse naturali dei pianeta ed è l’alterativa più efficace agli inceneritori e alle discariche, che richiedono costi elevati e provocano un fortissimo impatto ambientale.
Le lattine di alluminio, ad esempio, possono rinascere attraverso il riciclo. Basti pensare che con 37 lattine si produce una caffettiera, con 70 lattine una padella antiaderente, con 800 lattine una bicicletta. Inoltre, riciclare una lattina consente di risparmiare l’energia necessaria a tenere accesa per 3 ore una tv da 14”. Ecco alcuni straordinari esempi di riciclo creativo:
POP TOP LAMPSHADE: una bellissima lampada da tavolo ottenuta tramite l’assemblaggio delle linguette di lattine di birra, che evoca molto la lavorazione a maglia! Le linguette possono essere utilizzate anche per creare particolari borse, molto in voga in Brasile, bracciali, ma anche tende e paralumi.
TIN CAN LAMP: anche i barattoli di latta si prestano bene a molteplici ricicli! Possono trasformarsi in coloratissime lampade o lanterne in grado di evocare atmosfere romantiche e suggestive. I barattoli di latta sono sempre presenti sui nostri scaffali, poichè contengono alimenti di uso frequente, come i pelati. L’unica accortezza da osservare, una volta eliminata l’etichetta cartacea, è quella di capovolgere il bordo superiore per evitare di tagliarci. Possiamo utilizzare i barattoli anche come porta-penne o porta-oggetti rivestendoli con carta colorata, o come porta-vasi per piantine grasse, rivestendoli con uno spago o cordoncino.
VINTAGE KITSCH BEER CAN LAMP: anche le lattine di birra possono trasformarsi in una lampada vintage, semplicissima da realizzare: basta semplicemente forare la lattina da ambedue le estremità, in modo da potervi inserire il cavo per il collegamento elettrico e la lampadina.