Continua a bruciare lo Stato australiano del Nuovo Galles del Sud, quello di Sydney, che negli ultimi giorni ha dovuto affrontare un centinaio di incendi. Sono 68 i roghi ancora accesi, 22 dei quali fuori controllo, e i vigili del fuoco si stanno concentrando in particolare su uno scoppiato nei pressi della città di Lithgow e che si estende per circa 300 chilometri. Le autorità hanno avvertito oggi che, visti i venti forti e le alte temperature, è probabile che l’incendio diventi più pericoloso nei prossimi giorni. Attualmente il bilancio dei roghi è di un morto, cinque persone fra cui tre pompieri curate in ospedale per ustioni e inalazione di fumo, 208 case distrutte e 122 abitazioni danneggiate.
La vittima è un uomo di 63 anni, morto giovedì a seguito di un attacco di cuore mentre provava a difendere la sua casa dalle fiamme a Lake Munmorah, a nord di Sydney. Nella zona dell’incendio di Lithgow le temperature hanno superato oggi i 25 gradi e i venti hanno raggiunto i 20 chilometri orari, con il tasso di umidità sceso al 30%. Circa 1.500 i vigili del fuoco al lavoro e nei dintorni di Sydney diverse strade sono state chiuse. Ieri un ospedale di Blue Mountains è stato evacuato a causa della minaccia delle fiamme e 24 pazienti sono stati trasportati in una clinica di Sydney, dove dovrebbero restare almeno fino a mercoledì. Intanto gli inquirenti stanno provando a capire quanti e quali incendi siano di origine dolosa. La polizia ha denunciato due ragazzine di 12 e 13 anni di avere appiccato il fuoco in un bosco a ovest di Sydney venerdì; quegli incendi sono stati già spenti. Le due giovani dovranno comparire davanti a un tribunale dei minori il 4 dicembre e non è chiaro che pena rischiano in caso di condanna. Gli incendi sono comuni in Australia, ma di solito non sono così numerosi fino all’estate, che comincia a dicembre. Quest’anno l’inverno insolitamente secco e la primavera più calda rispetto alla media hanno portato condizioni perfette perché i roghi prendano piede. Negli incendi scoppiati a febbraio del 2009 nello Stato di Victoria rimasero uccise 173 persone e furono distrutte oltre duemila case.