
Continua nelle aree boscose attorno a Sydney la lotta dei vigili del fuoco, in gran parte volontari, contro l’ondata di incendi scoppiati oltre una settimana fa, che ha distrutto piu’ di 200 case, causato due morti e incenerito oltre 124 mila ettari di territorio. Oggi le temperature piu’ basse e il calo d’intensita’ del vento hanno permesso per la prima volta ai pompieri di prendere il sopravvento, rinforzando le linee di bruciatura preventiva che isola fra loro gli incendi impedendo di progredire. Oggi continuano a bruciare 57 roghi attorno al Nuovo Galles del sud, di cui 23 non circoscritti, mentre restano mobilizzati circa 800 pompieri e 72 aerei cisterna. Il Rural Fire Service avverte che ci vorranno settimane per estinguere i piu’ grandi, come i tre che infuriano nelle Montagne Blu a ovest di Sydney. Il piu’ esteso dei tre, che ha gia’ bruciato quasi 50 mila ettari in un perimetro di 300 km e distrutto tre abitazioni, e’ stato innescato nove giorni fa da un’esercitazione a base di esplosivi in una base militare, e il vice comandante delle Forze di Difesa, maresciallo dell’aria Mark Binskin, ieri ha presentato scuse formali alle comunita’ colpite. Secondo l’Alleanza degli avvocati australiani, il governo federale e’ esposto a domande di risarcimento milionarie se sara’ provata negligenza da parte dell’esercito ”nel detonare esplosivi in ambiente boschivo molto secco e in alte temperature, senza adeguate precauzioni di controllo del fuoco”. Secondo fonti militari citate dal Sydney Morning Herald, gli specialisti di elite impegnati nell’esercitazione hanno ”ecceduto massicciamente” nella quantita’ di esplosivo adatta per il poligono della base.