
La NASA, vittima del ritardo nei finanziamenti del governo federale, ha chiuso i battenti, e con essa i circa 18 mila lavoratori alle sue dipendenze. Questa situazione, che coinvolge una porzione ben più ampia di lavoratori statunitensi (si stimano 800.000 dipendenti senza un lavoro), ha prodotto le prime teorie cospiraive in merito alla vicenda ISON, bersagliata da quando uno scatto del telescopio spaziale Hubble ne aveva immortalato una curiosa combinazione di tre oggetti. Lo scatto, da subito interpretato in svariati modi, tra cui una serie di velivoli alieni in arrivo verso il nostro pianeta, era in realtà una sovrapposizione di tre immagini da angolazioni differenti. Ciò che il popolo di cospirazionisti dimentica, tra le altre cose, è che i 600 dipendenti NASA alle prese con progetti spaziali attuali, tra cui proprio i rover marziani, continuano a fare il proprio lavoro. Grazie ad essi giunge la risposta a questa ennesima bufala che gira sul web: C/2012 S1 ISON è una cometa radente in rotta verso il Sole, che potrebbe rappresentare un grande evento celeste nel periodo natalizio. Nulla di nuovo nella storia dell’universo. A conferma di ciò, i dipendenti ancora in servizio, hanno rilasciato le prime immagini della cometa riprese dalla superficie di Marte, dalla quale è transitata a soli 10,5 milioni di chilometri. Gli scatti, non all’altezza delle immagini dei telescopi spaziali, sono state riprese dalla High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE), la fotocamera del Mars Reconnaissance Orbiter (MRO). Diciamo da subito che i rover posti sul pianeta rosso non sono stati progettati per fare astronomia. Il loro compito, che è quello di cercare eventuali forme di vita marziane, non prevede l’utilizzo di grossi telescopi. Ecco spiegato il motivo della risoluzione molto poco accurata. Poco male secondo i ricercatori, dal momento che la punta di diamante della ricerca astronomica è piena di osservazioni puntiformi (pensiamo alle stelle distanti miliardi di anni luce o agli stessi pianeti extrasolari). Le stesse immagini non mostrano una chioma evidente (la nube gassosa che circonda il nucleo ghiacciato della cometa), in quanto il tempo di esposizione non è molto elevato. A questo si aggiunge il fatto che ISON non è così luminosa come le previsioni preliminari speravano che diventasse. C/2012 S1 ISON si trova a milioni di chilometri dalla Terra, e il suo passaggio ravvicinato con il nostro pianeta è previsto per le notti prossime al Natale. Sempre che, il prossimo 28 Novembre (Perielio), riesca a passare indenne dal suo passaggio radente con la nostra stella. La risoluzione delle immagini rilasciate da MRO è di circa 8 miglia per pixel, e per stimare la reale grandezza del nucleo cometario necessiteranno uteriori e più approfondite analisi. L’astro chiomato si sta allontanando dal pianeta rosso, ma le prime sensazioni dei ricercatori sono quelle che ISON non si stia modificando in quell’oggetto spettacolare che avrebbe dovuto dare spettacolo nei nostri cieli. La sua curva di luce è quasi costante e le modifiche osservate nei giorni scorsi sono contenute. Ma, come ricordano i ricercatori, le comete sono astri imprevedibili, che possono sbalordire lo spettatore in qualsiasi momento. Insomma, se ISON diverrà l’oggetto celeste del secolo ancora non è a conoscenza degli scienziati. Ciò che è certo, e che non stiamo parlando di un gruppo di alieni in vacanza verso il Sole.