
Le frane, le alluvioni e i dissesti nell’Appennino emiliano-romagnolo? Il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, si dice preoccupato sui vecchi e nuovi eventi. Intervenendo oggi a margine di un incontro con gli studenti del liceo Oriani a Ravenna, Gabrielli affronta il tema in vista dei possibili nuovi casi dopo le frane e le alluvioni degli anni scorsi: “Queste sono note dolenti. Stiamo ancora definendo con grande fatica la verifica dei danni passati. Ci sono delle tempistiche che io trovo assurde e allucinanti, ma queste sono e con queste ci dobbiamo misurare. Poi c’e’ il tema di un territorio- rimarca il prefetto- che non essendo stato messo in sicurezza presentera’, e su questo non voglio fare la cassandra, ulteriori conti. Gli eventi che molto probabilmente si verificheranno incideranno su un territorio gia’ particolarmente compromesso. Da questo punto di vista non solo non sono ottimista, ma sono preoccupato”. Gabrielli allarga il raggio e torna a parlare di terremoti. Sia quello emiliano sia quello dell’Aquila, conferma il numero uno della Protezione civile, sono stati dal punto di vista geologico piccoli eventi e l’ultimo sisma significativo in Italia e’ stato quello dell’Irpinia del 1980 (magnitudo 6,9): “Dopo il 1980 abbiamo avuto solo ‘terremotini’ nel nostro Paese. Io parlo di ‘terremotini’ con il tutto rispetto e la consapevolezza dei morti dell’Emilia e dell’Abruzzo. Intendo ‘terremotino’ dal punto di vista geologico, nel senso che purtroppo ci dobbiamo aspettare terremoti piu’ significativi in futuro”. Per Gabrielli, in ogni caso, molto deve essere ancora fatto sul fronte sicurezza e legalita’: “I capannoni emiliani sono l’emblema di un Paese che non vuol capire che l’unico vero antidoto non ai terremoti, perche’ i terremoti ci sono stati e ci saranno, ma agli effetti che i terremoti producono sui territori riguarda le costruzioni. Purtroppo anche nella vicenda emiliana le vittime le abbiamo contate a causa di capannoni costruiti non come si sarebbe dovuto”.