
Continuano con perlustrazioni dei sommozzatori del servizio Saf dei Vigili del fuoco le ricerche di padre e figlio dispersi nella campagna di Massa Marittima ieri notte dopo essere stati travolti da un’onda di piena di un torrente. I sommozzatori si stanno concentrando su due ampi specchi d’acqua che si sono formati lungo il reticolo di fossi e torrenti esondati ieri sera. La zona e’ tra Massa Marittima e Marsiliana, un’area di antica bonifica tuttora soggetta a trasformarsi in parte in palude quando ci sono forti precipitazioni atmosferiche. L’area si trova a pochi chilometri di distanza dal mare dove sfocia il fiume Pecora, che riceve acque proprio dai fossi e dai torrenti rimasti alluvionati. I sommozzatori, fra i vari metodi di ricerca, usano anche un cavo tirato ai due capi, tenendolo sotto il peso dell’acqua, per impattare eventualmente con ostacoli non visibili dalla superficie. Altra ipotesi e’ che i corpi siano rimasti incastrati in cavita’ scavate dalla forza della corrente o in punti, che sono molti, dove la vegetazione lungo i corsi d’acqua di questa zona e’ molto fitta e impenetrabile.
MOGLIE ASSISTITA IN HOTEL – La turista svizzera salvatasi ieri notte a Massa Marittima a un’ondata di piena del torrente che invece ha travolto e disperso il marito e il figlio di 6 anni non e’ stata ricoverata in ospedale, come appreso in un primo momento, ma e’ tornata nell’agriturismo Il Cicalino, dove e’ stata costantemente assistita. La donna e’ seguita da personale medico ed e’ nell’appartamento che era stato assegnato alla famiglia elvetica al momento dell’arrivo. Con lei gli altri svizzeri della comitiva, anche loro di Berna. Sono gli amici che filtrano i contatti con la donna e che riferiscono gli sviluppi delle ricerche in corso.