Perchè la nuova isola nata davanta la costa pakistana è destinata ad avere una vita breve ?

La spettacolare immagine aerea della nuova isola nata davanti la costa pakistana a seguito del forte sisma dello scorso 24 Settembre 2013
La spettacolare immagine aerea della nuova isola nata davanti la costa pakistana a seguito del forte sisma dello scorso 24 Settembre 2013

Il devastante sisma di 7.8 Richter che lo scorso 24 Settembre 2013 ha devastato la regione meridionale pakistana del Belucistan, cagionando purtroppo decine di vittime e danni ingenti in varie città e centri abitati, è passato sotto i riflettori internazionali anche per la creazione di un piccolo isolotto di fango e roccia emerso dal fondale marino. Difatti, a seguito del violento scuotimento del fondale marino, antistante la costa del Pakistan, un lembo di terra e pietre è sbucato dalle verdastre acque del mar Arabico, davanti agli sguardi increduli dei tanti residenti di Gwadar, a 400 chilometri di distanza dall’epicentro del sisma. Il piccolo isolotto, lungo non più di 80 metri, ha cominciato ad emergere dalle acque del mar Arabico, sotto la fortissima pressione esercitata dalle sacche di gas metano presenti sotto il fondale marino. Queste sacche di gas, sbattute dal fortissimo scuotimento del fondo, hanno cosi contribuito a spingere, in modo abbastanza repentino, i sedimenti sottomarini sopra la superficie dell’acqua, creando una sorta di piccolo vulcano di fango. A dare l’ufficialità della nascita della nuova isola anche la NASA e l’USGS, la prestigiosa agenzia geologica statunitense.

Le immagini trasmesse dal satellite Earth Observing-1 (EO-1), del 27 Settembre 2013, hanno confermato la nascita del piccolo isolotto, ad un paio di miglia dalle coste del Pakistan, davanti Gwadar. Il confronto con le immagini dei giorni precedenti dimostra come l’isolotto sia emerso quasi dal nulla. In realtà il fenomeno, pur essendo particolarmente spettacolare, non è del tutto nuovo nello specchio di mare antistante la costa pakistana, quando si scatenano violenti eventi tellurici, sopra i 7.5 Richter, lungo il tetto della famigerata faglia Chaman, la responsabile del terribile terremoto dello scorso 24 Settembre. Altri isolotti molto simili erano già apparsi alla vista dei pescatori pakistani, davanti l’area di Gwadar, dopo i forti terremoti che hanno interessato l’area nel 1999 e 2010, con meccanismi focali analoghi all’ultimo poderoso evento tellurico, di magnitudo 7.8 Richter.

Queste piccole isole, molto giovani e particolarmente vulnerabili all’azione erosiva del moto ondoso, collassarono in mare nel giro di un anno, a seguito dell’attivazione degli intensi venti da O-SO e SO, legati al “Monsone estivo di SO”. Gli stessi abitanti di Gwadar ancora ricordano il forte terremoto del 1968, che ha generato un’isola che rimase per un anno e poi fu letteralmente mangiata dalle ondate del mar Arabico, durante la stagione dei Monsoni. Generalmente questi eventi tendono a rimescolano i sedimenti che emergono in superficie. L’ammasso di roccia e fango che esce dall’acqua, per questo motivo, avrà vita molto breve, perché piccola, fragile e poco compatta per resistere al moto ondoso, ma anche alle stesse correnti marine che spingono enormi masse d’acqua in direzione della costa pakistana. Anche il nuovo isolotto di roccia e fango, emerso lo scorso 24 Settembre, con molta probabilità seguirà lo stesso destino, rimanendo in vita per almeno un anno, prima di essere eroso dalla furia delle onde sollevate dai forti venti monsonici, da SO e O-SO, che cominciano ad attivarsi nell’area fra la fine di Maggio e l’inizio di Giugno, quando davanti la costa somala si comincia a generare l’impetuoso flusso sud-occidentale che agita l’intero mar Arabico. La formazione di queste isole di fango e roccia è frutto dell’attività della placca tettonica Arabica che tende a scivolare al di sotto della placca euro-asiatica, alla velocità di circa 4 cm all’anno. Come spiegano i geologi dell’ USGS questi vulcani di fango, che caratterizzano il tratto di mare antistante la costa pakistana, sono in genere alti meno di 2-3 metri, anche se alcuni possono presentare delle bocche alte anche 100 metri, presentando dimensioni piuttosto imponenti.

Le immagini satellitari della NASA confermano la nascita del nuovo isolotto a largo della costa pakistana (credit NASA)