Pericoloso ciclone tropicale in forte intensificazione sul golfo del Bengala, molto temuto il “landfall” sulle popolose coste indiane

Stato di massima allerta lungo le coste dell’India orientale, a seguito del rapido sviluppo della tempesta tropicale “Phailin”, sopra le caldissime acque superficiali del golfo del Bengala. La perturbazione tropicale si è sviluppato, fra la giornata di domenica 6 e lunedì 7 Ottobre 2013, sopra le calde acque superficiali del mare delle Andamane, nel tratto poco ad ovest della costa meridionale del Myanmar, davanti l’arcipelago delle Mergui, dove si è sviluppata un’area di convenzione molto profonda che ha prodotto “Clusters temporaleschi” veramente mostruosi, capaci di scaricare piogge torrenziali davanti il tratto delle isole Andamane, dove si sono avuti autentici diluvi nel corso delle ultime 24-36 ore. La presenza di un’ampia fascia di convenzione molto profonda lascia indicare che la giovane perturbazione tropicale, trasformata in un agglomerato di potenti “Clusters temporaleschi” di genesi marittima, rischia di rinvigorirsi notevolmente, al punto da trasformarsi in una potente tropical storm che si allontana in direzione del golfo del Bengala, scorrendo sopra acque superficiali calde che forniranno ulteriore carburante all’attività convettiva.

Rsasavn488Ma quello che preoccupa maggiormente è proprio la particolare traiettoria seguita da “Phailin”, verso ovest-nord/ovest, che poterà la tempesta tropicale a scorrere su un area molto favorevole allo scoppio della convenzione, caratterizzata da un “Wind Shear” debole in quota e con un ambiente caldo e umido nei bassi strati che fornisce la giusta alimentazione ai sistemi temporaleschi. Nel corso della giornata la tempesta tropicale, già provvista di moto rotatorio interno che si approfondirà ulteriormente nei medi e bassi strati, subirà un’altra intensificazione, grazie ad un ulteriore approfondimento dell’attività convettiva, che rimane molto intensa, e si avvicinerà al settore centrale del golfo del Bengala, intensificandosi rapidamente in un pericoloso ciclone tropicale di 1^ categoria, sulla scala Saffir-Simpson, che prenderà di mira le coste dell’India nord-orientale entro la giornata di sabato, quando con molta probabilità avverrà il “landfall” definitivo. Da qui la tempesta seguirà un percorso molto pericoloso, trovandosi a muoversi sopra un vasto tratto di mare molto caldo, nonché capace di fornire enormi quantità di calore latente che collauderanno la convenzione su tutti i lati della circolazione depressionaria, approfondendola ulteriormente, con un sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale” che renderà i venti sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata.

Si verrà cosi ad attivare il famoso processo di “autoalimentazione”, caratteristico dei cicloni tropicali, con il costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia, che oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, contribuirà a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che verranno alimentate dalle enormi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del golfo del Bengala, le cui temperature si aggirano sui +28°C +29°C. La tempesta dovrebbe assumere anche delle dimensioni davvero considerevoli, data l’aspirazione di vaste quantità di calore latente dal golfo del Bengala. In genere, in queste condizioni, con un ambiente molto umido nei bassi strati e un “Wind Shear” molto debole alle quote superiori della troposfera, il processo di “autoalimentazione”, non trovando più ostacoli, s’intensifica in modo tale da approfondire il ciclone, che con ogni probabilità entro domani raggiungerà la 2^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che supereranno la soglia dei 150-160 km/h attorno il profondissimo minimo barico al suolo.

La tropical storm “Phailin” s’intensifica sopra le calde acque del golfo del Bengala

Secondo le ultime previsioni del Dipartimento di Meteorologia Indiano (IMD) il ciclone potrebbe anche raggiungere la 3^ categoria della Saffir-Simpson, rappresentando una serissima minaccia per le coste dell’India orientale che rischiano di essere battute da potenti mareggiate, con ondate di oltre i 5-6 metri, capaci di creare notevoli danni sulle aree litoranee. L’impetuosa forza centrifuga che esploderà all’interno di “Phailin” dovrebbe favorire lo sviluppo del classico occhio centrale che caratterizza i cicloni tropicali. Molti modelli, fra cui GFS, purtroppo prevedono che la tempesta, a causa del processo di “autoalimentazione”, possa addirittura divenire un ciclone tropicale, fra le giornate di domani e venerdì, che si prepara a minacciare le coste dell’India orientale, ed in modo particolare lo stato dell’Orissa, dove con ogni probabilità verrà effettuato il “landfall” definitivo nella giornata di sabato. Parliamo di aree ad alta densità abitativa, con milioni di persone che nel corso del weekend saranno esposte a piogge torrenziali, venti molto forti e possenti mareggiare sulle zone costiere, in gradi cagionare allagamenti e inondazioni, provocando gravi fenomeni di erosione. Le precipitazioni più violente dovrebbero interessare l’area costiera dello stato dell’Orissa, dove si stima la caduta di almeno 250-300 mm, se non pure più, nella fase del “landfall”, non appena l’occhio di “Phailin” raggiungerà la terra ferma, declassandosi in una tropical storm carica di piogge e forti rovesci.