Ma nel corso del weekend, appena trascorso, le temperature più basse sono state archiviate proprio sui territori dell’Artico canadese, già ben innevati ed esposti ad importante effetto “Albedo” che tende a raffreddare ulteriormente lo strato di aria prossimo al suolo, causando le prime forti gelate di stagioni in situazioni del tutto ideali, con scarsa ventilazione nei bassi strati e cieli in larga parte sereni o poco nuvolosi. Non è un caso se nello scorso fine settimana è stata registrata la prima temperatura minima sotto il fatidico muro dei -30°C lungo le coste che si affacciano sul mar Glaciale Artico. Stavolta lo scettro di località più fredda, a bassa quota, dell’intero emisfero boreale spetta alla celebre Eureka, un insediamento sull’isola di Ellesmere, territorio dell’arcipelago artico canadese. Accanto all’insediamento, uno dei più settentrionali del continente americano (dopo Alert), c’è una grande stazione meteorologica ed un piccolo aeroporto. Proprio nel weekend la locale stazione meteorologica del piccolo villaggio artico ha mandato in archivio una notevolissima temperatura minima di ben -31.4°C, sfondando per la prima volta, dopo la pausa estiva, la soglia dei -30°C nell’area artica. Segnando una minima assoluta di -31.4°C Eureka è riuscita a battere le varie e storiche località della Jacuzia, che da giorni tentennava sui -28°C -29°C. A tal riguardo occorre ricordare che Eureka detiene tuttora il record di freddo mensile di Settembre, dell’intero emisfero boreale, a bassa quota, con un valore di ben -31.7°C. Tale record di freddo settembrino ci dice che il limite raggiunto dalla nota località dell’Artico canadese non è una sorpresa, anche se si tratta di una cifra parecchio sotto le tradizionali medie mensili per il periodo.
Ma importanti anomalie termiche negative, anche di -4°C -5°C rispetto ai valori standard del periodo, si stanno già riscontrando su altre aree del mar Glaciale Artico. Ed in modo particolare fra il mare di Kara ed il mar di Laptev, dove in queste ore sta scorrendo un nucleo di aria veramente gelida, con isoterme sotto i -20°C a 850 hpa, lungo il bordo settentrionale del vasto lobo siberiano del vortice polare, che punta verso l’arcipelago russo della Novaja Zemlja, con sostenuti venti da N-NE e NE che spingono l’aria gelida fin verso le coste siberiane, fra la penisola di Tajmyr e la penisola Jamal, dove nei prossimi giorni sono attese nuove nevicate sparse che accompagneranno un diffuso calo dei valori termici. Nel frattempo il profondo lobo siberiano, in azione con un profondo minimo barico nei medi e bassi strati posizionato fra la penisola di Tajmyr e la penisola Jamal, riuscirà a sospingere dal suo bordo occidentale masse d’aria gelide d’estrazione polare. Queste transitando sopra le vaste e già innevate lande della Siberia orientale, riusciranno a conservare le loro originarie caratteristiche fredde, raggiungendo cosi i territori della Siberia centro-orientale con gelidi venti da NO e O-NO.
