Salute: divertirsi con le parole crociate allontana il rischio di demenza senile

Passare il tempo a riempire le caselle verticali e orizzontali: un’attivita’ rilassante che si rivela anche utile. Lo rivelano recenti studi scientifici che hanno dimostrato come cruciverba e Sudoku siano efficaci per tenere in forma la mente e ridurre il rischio di patologie neurodegenerative sempre piu’ in aumento. L’invecchiamento demografico, comporta infatti una crescita significativa del numero di persone con malattie cronico-degenerative tra cui la demenza, che e’ oramai diventata una sorta di emergenza globale. ”Diversi gruppi di ricerca si sono dedicati in maniera specifica agli effetti dei giochi enigmistici”, spiega Stefania Maggi dell’Istituto di neuroscienze del Cnr in un articolo sul nuovo Almanacco della Scienza Cnr on line. ”Uno studio della Washington University di San Louis ha coinvolto 183 anziani, suddivisi in due grupp. Il gruppo attivo ha partecipato per 16 settimane a un programma di training cognitivo e ‘problem solving’ che comprendeva una settimana di lezione sul ragionamento induttivo, esercizi di Sudoku e parole crociate da svolgere a casa per un totale di 15 ore settimanali. Dall’indagine e’ emerso che questi anziani, rispetto al gruppo di controllo, mostravano effetti positivi non solo sulla capacita’ di ragionamento logico ma anche sull’apertura mentale, un tratto di personalita’ che si manifesta, tra le altre cose, con l’attitudine a cercare e sperimentare esperienze nuove e cognitivamente stimolanti e a pensare in modo creativo”, sottolinea Maggi.  Un dato incoraggiante e’ che questi esercizi hanno un impatto positivo anche se si comincia a praticarli nella terza eta’. ”Lo rivela un altro studio condotto dall’Albert Einstein College of Medicine del Bronx su 488 anziani inizialmente sani” continnua la ricercatrice. ”Per gli anziani attivi che si erano dedicati ai giochi enigmistici, infatti, pur affetti dalla patologia, il punto di rapido declino mentale arrivava in media oltre un anno dopo rispetto ai meno attivi”. Le proiezioni sull’aumento delle patologie della ‘mente’ sono allarmanti: ”Nel 2006 le persone nel mondo con l’Alzheimer erano circa 27 milioni, ma si prevede che entro il 2050 la prevalenza sara’ quasi quadruplicata”, conclude Maggi. La mancanza di una cura ha spinto gli scienziati a sperimentare terapie alternative. In Italia si stima ci siano circa 800.000 pazienti affetti da demenza e 100.000 nuovi casi ogni anno, con costi umani, economici e socio-assistenziali enormi sia per il Sistema sanitario nazionale sia, soprattutto, per le famiglie dei malati.