
In Emilia-Romagna, unica regione italiana ad aver ottenuto un finanziamento del Ministero della Salute per l’iniziativa, è nato Perno (Progetto Emilia-Romagna Neuro Oncologia), il primo registro di popolazione al mondo sui tumori cerebrali, coordinato dal prof. Agostino Baruzzi, direttore scientifico dell’IRCCS di Scienze Neurologiche della AUSL di Bologna, che ha raccolto i dati di incidenza su circa 400 pazienti con tumore cerebrale residenti nella Regione e ha incluso un sottoprogetto, coordinato da Brandes, per analizzare i risultati clinici e le caratteristiche biologiche di circa 270 pazienti con glioblastoma, la forma piu’ frequente di tumore cerebrale (circa il 70% dei casi). La notizia e’ stata data da Alba Brandes della AUSL di Bologna-IRCCS di Scienze Neurologiche al XV Congresso dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), che si e’ svolto nei giorni scorsi a Milano. Brandes spiega che : “Il 35% dei nostri pazienti viene da altre Regioni. L’alleanza fra neurologi, neurochirurghi, neuroradiologi, patologi, radioterapisti e oncologi segna una tappa decisiva per trattare al meglio queste neoplasie che ogni anno in Regione fanno registrare circa 200 nuovi casi e colpiscono in Italia circa 3 persone su 100mila abitanti”. “Per la prima volta – continua la dott.ssa Brandes – e’ emersa una corrispondenza tra i risultati di sopravvivenza degli studi clinici e quelli ottenuti nella pratica quotidiana. I pazienti selezionati per le sperimentazioni infatti rispondono a criteri ideali che raramente si riscontrano nella vita reale. E oggi, grazie a ‘PERNO’, sappiamo che il trattamento standard e’ trasferibile sulle persone che curiamo tutti i giorni, indipendentemente dai criteri di selezione. Viene confermato inoltre il ruolo predittivo e prognostico di MGMT, un gene implicato nella resistenza ai farmaci chemioterapici, dimostrando una migliore sopravvivenza per i pazienti che presentavano la metilazione di questo gene e che venivano trattati con la terapia a base di temozolomide”. Alba Brandes e’ inoltre il coordinatore mondiale di un nuovo studio, chiamato TAMIGA, di fase III, che coinvolge i pazienti con glioblastoma di nuova diagnosi. “Saranno arruolate in tutto il mondo piu’ di 500 persone – conclude Brandes – in cui sara’ analizzata l’efficacia della prosecuzione della terapia con bevacizumab oltre la prima progressione. Oltre ai risultati di sopravvivenza verranno valutate anche la qualita’ della vita, la funzionalita’ neurocognitiva e le caratteristiche genetiche dei pazienti”.