Salute: nel 2030 l’80% dei nuovi farmaci sarà biotech

farmaciNel 2030 l’80% dei nuovi farmaci sara’ biotecnologico, con migliore garanzia di qualita’ e piu’ rapidita’ e precisione nella loro scoperta: e’ la stima presentata oggi a Milano dagli esperti riuniti in occasione della Settimana Europea delle Biotecnologie promossa dalla Commissione Europea. Raccontare l’avventura della scoperta, far toccare con mano la vita dei ricercatori, fare divulgazione e illustrare il futuro della nostra salute e’ l’biettivo dell’iniziativa, che ha come partner italiano l’associazione che riunisce le aziende biotech in Italia, l’Assobiotec. E’ anche un omaggio al Dna e alle sue ‘manipolazioni’, che hanno rivoluzionato la scienza e la medicina negli ultimi 60 anni. Una rivoluzione che, secondo gli esperti, in futuro sara’ ancora piu’ grande. Il biotech di strada ne ha gia’ fatta tanta, spiegano gli specialisti riuniti all’Universita’ di Milano per un convegno sullo sviluppo dei farmaci innovativi. ”Un esempio e’ l’insulina, che fino agli anni ’80 era ricavata dai maiali. Poi, grazie alla tecnologia del Dna ricombinante, e’ stato possibile produrla in laboratorio, rendendola piu’ sicura ed efficace”: e oggi ha cambiato la storia del diabete. La vera sfida pero’ e’ quella di ‘snellire’ il trasferimento delle scoperte dall’ universita’ al mondo dell’impresa: su questo tema si stanno confrontando gli esperti, ricordando che ”l’Italia e’ uno dei Paesi con meno finanziamenti alla ricerca, ma e’ tra i migliori per qualita’ della produzione scientifica”. Le biotech, comunque, ”hanno la possibilita’ concreta di stabilire legami tra centri di ricerca e imprese, specie con quelle medio-piccole che hanno maggior facilita’ di adattarsi ai ritmi del lavoro scientifico”. E ancora, per celebrare la settimana biotech e il Dna, il CusMiBio (la Scuola per la diffusione delle Bioscienze di Milano) ha organizzato una conferenza per raccontare la storia della ”molecola della vita e le sue infinite applicazioni”, cosi’ come un dibattito per fare chiarezza sugli Ogm. Ma ha anche preparato visite guidate, aperte a tutti, ai laboratori di ricerca avanzata del Centro di ricerca Lita. Ai ragazzi delle superiori, infine, e’ stato possibile toccare con mano la vita del laboratorio, con diversi esperimenti per illustrare le applicazioni della biologia molecolare, e magari invogliarli a diventare i ricercatori del futuro.