Sciame sismico in Spagna, aperta un’inchiesta sul progetto di immagazzinamento sotterraneo di gas

I PM di Castellòn, in Spagna, hanno aperta un’inchiesta per cercare di far luce su quanto successo nell’ambito del progetto di immagazzinamento sotterraneo di gas nell’area del Delta dell’Ebro. Il crescente numero di terremoti anche di magnitudo superiore 4.0 negli ultimi giorni ha creato forte apprensione nell’area. L’iniziativa del pubblico ministero è arrivata il giorno dopo le accuse da parte della Giunta di Catalogna all’ex governo Zapatero, il cui ministro dell’Industria non avrebbe, secondo le accuse, ascoltato gli avvisi sul possibile rischio sismico che l’operazione di iniezione di gas avrebbe potuto provocare. Il municipio di Castellòn, governato dal PP (partito conservatore avversario del PSOE, partito socialista), ha affermato che denuncerà gli ex ministri se emergessero negligenze nella fase di stesura del progetto, fra il 2008 e il 2010.

Anche la Giunta della regione di Valencia, nel cui territorio si trovano Castellòn e altri paesi interessati dallo sciame sismico, ha annunciato possibili misure legali. Intanto l’impianto Castòr al largo di Vinaròs e Alcanar continua a restare paralizzato e lo resterà a tempo indefinito finché non verrà chiarita definitivamente la relazione fra terremoti e immagazzinamento di gas in quello che era un antico giacimento petrolifero abbandonato.