
Le piante sudafricane soprannominate “pietre viventi” si adattano a condizioni estreme in nuovi modi. Queste piante particolari impiegano nuovi modi per migliorare la fotosintesi sotterranea, minimizzando la perdita di acqua in condizioni climatiche secche. Come si legge nell’articolo pubblicato sulla rivista ‘Plos One’, queste piante uniche che vivono sotto terra usano meccanismi multipli per potenziare la fotosintesi e offrono agli scienziati nuovi indizi su come le piante si adattano alle condizioni estreme. Lo studio e’ stato condotto da un gruppo di ricercatori guidato da Katie Field della University of Sheffield. Gli scienziati hanno usato una combinazione di tecniche per dimostrare che le foglie individuali di questa pianta riescono ad adattarsi sia alla forte luce che all’ombra, rivelando per la prima volta i meccanismi fisiologici utilizzati per ottimizzare la fotosintesi in superficie e sotterranea e riducendo al minimo la perdita d’acqua nell’ambiente estremamente secco. In particolare, hanno trovato differenze locali nella forma esterna delle cellule e nella chimica dei meccanismi fotosintetici dipendenti dal fatto che la foglia fosse in profondita’ nel sottosuolo o appena al di sopra del suolo. si tratta della prima volta che questa flessibilita’ fisiologica e’ stata osservata in queste piante.