
Risultati di uno studio “prospettico”.
Secondo alcuni ricercatori dell’Università di Lubiana (Slovenia), coordinati dal neurologo prof. Miro Denislic, l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) è stata recentemente descritta nei pazienti con sclerosi multipla (SM). L’ipotesi di un’eziologia vascolare fornisce un nuovo approccio nella ricerca e nel trattamento della sclerosi multipla.
Il loro studio in aperto includeva 94 pazienti con SM che soddisfacevano i criteri ecografici richiesti per la CCSVI. Sono state dilatate le vene giugulari interne e/o azygos con la venografia con catetere.
Sono state dimostrate anomalie venose unilaterali nel 34,8%, bilaterali nel 65,2% mentre erano assenti ostruzioni luminali solo nel 2,1%. Il gruppo di pazienti con il punteggio più alto disabilità aveva un numero significativamente maggiore di lesioni venose (p <0.005). E’ stato raggiunto un significativo miglioramento della disabilità clinica nei pazienti SM recidivante-remittente (P <0,001). Nel loro studio non sono stati utilizzati stent. Le restenosi si sono verificate nel 21,7% dei pazienti.
Al termine dello studio, secondo gli autori, il numero dei restringimenti venosi è maggiore nei pazienti più disabili. È stato osservato un significativo miglioramento della disabilità clinica nel gruppo recidivante-remittente.