Sconcertanti anomalie calde in Europa in quest’ottobre, picchi di +7°C nelle aree centrali del continente

Rtavn422Alla fine anche Ottobre chiude archiviando una serie di incredibili anomalie termiche positive che si sono ripercosse un po’ in tutta Europa, con impressionanti scarti termici, arrivati fino a +6°C +7°C a dispetto delle medie stagionali. Sono i dati alla fine a contare, come sempre, in climatologia. E purtroppo anche l’Ottobre 2013 fa registrare anomalie termiche positive a dir poco impressionanti su una larga fetta del territorio europeo, nonostante l’iniziale ondata di freddo che ad inizio mese aveva travolto gran parte dell’est europeo. Chi prevedeva un inizio autunno piuttosto freddo, dai caratteri quasi invernali, si è dovuto ricredere proprio nell’ultima decade del corrente mese, dominata da un imponente promontorio anticiclonico di blocco, di matrice sub-tropicale continentale, che dall’entroterra desertico algerino e libico si è disteso fino all’Ucraina e ai territori della Russia europea, con il proprio asse principale che ha raggiunto la regione degli Urali e le steppe del Kazakistan occidentale. L’immenso e vasto promontorio anticiclonico di blocco, venendo alimentato, lungo il suo bordo occidentale, da masse d’aria piuttosto calde e secche, d’estrazione sub-tropicale continentale, si è ulteriormente irrobustito, fino a spingersi ben oltre il comparto della Russia europea.

Con tale assetto, disteso verso l’Europa orientale e il sud della Russia europea, Il vasto anticiclone di blocco ha potuto spingere verso il vecchio continente masse d’aria molto calde e secche, d’origine sub-tropicale continentale, tramite una debole-moderata ventilazione da Sud-ovest, che hanno determinato un brusco rialzo dei valori termici su quasi l’intero continente, dalla Spagna fino ai Balcani e alla Romania e la Polonia, passando pure per la Bielorussia e la Russia europea, dove l’aumento termico è stato molto più contenuto nella sostanza. Ma quello che più stupisce riguarda proprio la distribuzione di tali anomalie termiche positive, divenuta capillare in quasi tutta Europa, con la sola eccezione della Scandinavia e della Russia europea settentrionale. In questi territori hanno prevalso i flussi freddi settentrionali, di origine artica, legati alla vasta circolazione ciclonica del vortice polare che ha spinto l‘aria molto fredda stagnante sul mar Glaciale Artico verso il nord della Scandinavia, la Russia europea ed il comparto siberiano. Dal nord della Spagna fino alla Polonia e all’ovest dell’Ucraina le temperature sono state di circa +4°C +5°C superiori rispetto alle medie del periodo, con picchi di oltre +6°C +7°C tra la Francia centro-meridionale, l’est della Germania e lungo il confine fra Polonia e Ucraina.

Qui per vari giorni le temperature massime hanno superato la soglia dei +22°C +24°C, con punte arrivate ad oltrepassare persino i +25°C in pieno giorno. Si tratta di valori più consoni per la tarda primavera che per l’inizio della stagione autunnale. Non per caso in molte città dell’Europa centro-orientale fino ad oggi la gente veste in maniche corte, come in piena estate. Nei Balcani e sulla regione carpatico-danubiana hanno fatto notizia le temperature minime, veramente esagerate, fino a +20°C +21°C nel cuore della notte. Si tratta per l’appunto di cifre rare persino in piena estate in Slovenia. Basti pensare che fino a qualche giorno un valore di ben?+17.0°C?si registrava alle 04:00 AM, sui 1620 metri del Kolm Saigurn, in Austria. Il caldo si è avvertito anche in Slovacchia e in Ungheria, come lungo la catena montuosa dei Carpazi, dove le temperature hanno presentato valori positivi, anche ben oltre i?+10°C?+12°C?a quote di alta montagna. Segno del passaggio in alta quota di masse d’aria piuttosto calde che vanno ad alimentare la struttura anticiclonica sub-tropicale che continuerà a mantenere condizioni di tempo stabile e soleggiato fino ai primi giorni di Novembre. Ma le temperature più elevate si sono archiviate fra il sud della Spagna e la Francia sud-occidentale, dove si è sentito pure l’effetto favonico dei venti meridionali, in caduta dai rilievi dei Pirenei, che ha incentivato il riscaldamento, per la “compressione adiabatica“ delle masse calde sub-tropicali. Le anomalie termiche positive hanno però risparmiato la Scandinavia, in particolare il nord della Norvegia e la Svezia, cosi come la Finlandia ed il territorio insulare dell’Islanda, dove i termometri sono addirittura scesi al di sotto delle medie del periodo, a causa dell’afflusso di masse d’aria decisamente fredde (soprattutto in quota) sospinte dall’azione invasiva di un vortice polare troposferico rimasto abbastanza compatto in sede artica. In Lapponia e nell’alta Finlandia inoltre l’avvento delle prime nevicate autunnali, fino a quote pianeggianti, ha anche innescato un buon effetto “Albedo”, determinando un brusco raffreddamento dell’aria nei bassi strati, con la produzione di significative gelate nelle ore notturne, facilitate dalla debole ventilazione e dalla serenità dei cieli. Solo dalla prima decade di Novembre ci attende un cambiamento significativo, in attesa di un nuovo blocco della circolazione atmosferica in sede russo-scandinava, che potrebbe nuovamente aprire le porte a nuove incursioni artiche verso il comparto orientale del vecchio continente.