Sorprendente estensione del manto nevoso sull’area siberiana, imbiancate anche le aree a nord del lago Bajkal

Come ampiamente previsto nei giorni scorsi, sulle vaste lande della Siberia centro-orientale si è depositata la prima neve fresca di stagione, che resterà presso il suolo per tutta la prossima stagione invernale. Nelle ultime due settimane, l’isolamento di una profonda circolazione depressionaria, a carattere freddo, con un minimo barico stimato sotto i 984-985 hpa posizionato attorno i monti Džugdžur (nel territorio di Chabarovsk),  nell’estremo oriente russo, a nord-est dell’isola di Sahalin, ha determinato un progressivo abbassamento di latitudine del flusso perturbato principale all’altezza del comparto siberiano occidentale. Questa profonda depressione, al contempo, è stata ben alimentata, lungo il suo bordo più occidentale, dalla discesa di masse d’aria piuttosto fredde provenienti direttamente dal mar Glaciale Artico. La particolare configurazione barica, che vedeva ad ovest della profonda depressione fredda un ampio nucleo anticiclonico dinamico, con massimi barici al suolo di oltre i 1025 hpa fra la Cina centrale e l’est della Mongolia, ha permesso lo scivolamento di un esteso blocco di aria fredda, di origine artica continentalizzata, tra la Siberia orientale e i territori dell’estremo oriente russo, affacciati al mar di Ohotsk.  L’aria piuttosto fredda richiamata dall’Artico russo e dal mare della Siberia Orientale, tramite l’attivazione di una tesa ventilazione nord-orientale, si è versata rapidamente su tutta la Siberia orientale, invadendo tutta l’area, tra i monti Cerski e l’altopiano dell’Anadyr, con un nucleo di circa -10°C alla quota di 850 hpa.

L’ultima mappa elaborata dal NOAA mette in evidenza il massiccio innevamento già presente in vaste aree della Siberia orientale e centrale (credit NOAA)

Questa incursione d’aria molto fredda, fra la Siberia centrale e l’altopiano della Siberia orientale, è stata accompagnata anche dall’avvento di nevicate diffuse che hanno imbiancato una larga fetta dell’area siberiana, a cavallo fra gli ultimi giorni di Settembre e i primi di Ottobre. Ora il manto nevoso si estende in direzione delle terre dell’altopiano della Siberia centrale, includendo le aree a nord del lago Bajkal, appena a nord dell’altopiano di Stanovoj, dove si registrano accumuli sui 4-5 cm, con punte di oltre 8-10 cm di neve fresca, appena depositata dalle prime nevicate autunnali, cadute nei giorni scorsi. Ma gli accumuli di neve più consistenti, al momento, sono presenti proprio sulla Siberia orientale, lungo il versante settentrionale dei monti Cerski, con importanti accumuli fin sulle sottostanti aree pianeggianti che degradano verso nord, verso il mare della Siberia Orientale. Questo perché nei giorni scorsi, i sostenuti e freddi venti da NE e N-NE richiamati dalla profonda depressione centrata sull’estremo oriente russo, sono andati ad impattare sul versante settentrionale dei monti Cerski, addossando una fitta nuvolosità da “stau” che ha dato la stura a precipitazioni nevose diffuse, anche di moderata o forte intensità, ed accompagnate anche da una fredda ventilazione settentrionale. Queste intense e persistenti precipitazioni nevoso, esacerbate dal “forcing” orografico dei monti Cerski, hanno permesso l’accumulo di queste consistenti quantità di neve fresca in una larga area della Siberia orientale. L’ulteriore estensione dei suoli innevati, fin verso i territori della Siberia centrale, avrà importanti ripercussioni nei prossimi giorni, sotto il profilo meteo/climatico. Difatti, i suoli innevati di fresco, causeranno un massiccio raffreddamento dello strato d’aria presente nei bassi strati, incrementando il forte raffreddamento che proprio in questo periodo caratterizza l’Eurasia, a seguito della diminuzione del soleggiamento diurno. Ciò, peraltro, causerà l’isolamento del primo “cuscinetto di aria piuttosto fredda”, presso il suolo, che spianerà la strada al grande raffreddamento tardo autunnale (raffreddamento pellicolare) che formerà il futuro anticiclone termico sulle vaste lande euro-asiatiche. Tale processo sarà anche favorito da una notevole estensione, fra l’altopiano della Siberia orientale e la Siberia centrale, dei territori innevati di fresco sottoposti all’effetto “Albedo”. Segno inequivocabile che l’inverno 2013/2014 inizia a muovere i primi passi, riaprendo la grande “fabbrica del gelo” dell’emisfero boreale.

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