I ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute hanno proposto una nuova teoria su come potrebbero essersi formate biomolecole all’interno degli asteroidi. Si tratta di ipotesi basate su accurate immagini di campi magnetici e venti solari dei primordi del sistema solare e di un meccanismo noto come magneto-idrodinamica multi-fluida, che nel complesso spiegherebbe l’antico calore della fascia di asteroidi compresa fra Marye e Giove. Sarebbe proprio questo calore, infatti, ad aver permesso la formazione di biomolecole. Ma cosa genero’ questo calore, considerando che oggi quella fascia e’ fredda e arida? Come si legge sull’Astrophysical Journal, gli studiosi hanno rivisitato e rifiutato una delle due teorie proposte anni fa in risposta a questo quesito. Questa teoria prevedeva che un asteroide che si muove attraverso il campo magnetico del sistema solare subisce un campo elettrico che a sua volta scatena correnti elettriche che percorrono l’asteroide riscaldandolo. “E’ un’idea brillante, ma il meccanismo richiederebbe alcune assunzioni sul giovane Sole, come un potente vento solare, che oggi noi sappiamo non essere vere“, ha spiegato Wayne Roberge, fra gli autori della ricerca. La teoria che invece convince i ricercatori potrebbe essere un’altra. In particolare, tutto nascerebbe dall’interazione fra campi magnetici, plasma e vento solare. Un plasma debolmente ionizzato, con particelle neutre che si comportano diversamente da particelle cariche, secondo la magneto-idrodinamica multi fluida potrebbe vedere interagire le particelle neutre on quelle cariche mediante frizione. In questo modo, un piccolo numero di particelle cariche interagirebbe con il campo magnetico, riscaldando l’asteroide.
Spazio: nuova teoria sulla formazione delle biomolecole all’interno degli asteroidi
